lunedì 11 dicembre 2017

Pubblichiamo questa lettera di Vanessa Dotari, componente della segreteria FLMU-CUB di Piedimonte San Germano e operaia Fiat

Mi chiamo Vanessa Dotari, classe 1978 sono nata e vivo a Ceprano, sono la madre di un bimbo con sindrome dello spettro autistico, che tra un mese spegnerà (ha imparato da poco) la sua quinta candelina. Io, come dite voi benpensanti, ho retto il colpo. Io ho retto perché la mia storia personale e il percorso di vita mi hanno permesso di ampliare il mio bagaglio culturale, aprendo la strada giusta per mio figlio e per noi genitori. Se ho retto il colpo non è certo perché Voi ci siete Stato! Noi, come tutti gli altri genitori siamo stati lasciati soli!!!
Noi abbiamo retto. Ma chi non sa? A chi non viene dato ascolto? A chi non sa neanche da dove iniziare? A chi non ha risorse economiche per permettersi terapie costanti con specialisti competenti?
Noi che ogni volta ci troviamo di fronte medici (spesso incompetenti e arroganti) delle ASL, a cui per ottenere/rinnovare sostegno a scuola, indennità, inserimento in liste di attesa per terapie pubbliche (spesso mai erogate oppure ridotte  o di gruppo o ancora obsolete che richiamano alla psicodinamica degli anni 30), certificati medici (tipo selettività alimentare per la mensa dell'asilo), assistente educativo e TUTTO, TUTTO e ancora TUTTO, dobbiamo raccontare, ogni volta da capo la nostra storia e far riemergere il ricordo del dolore vissuto.
Come posso non arrabbiarmi, quando sento questi politicanti dire frasi tipo " Non ha retto il colpo!" " Non sono stati in grado di reagire!" e NO!!! Cari politici-politicanti queste sono frasi di circostanza per non ammettere le notevoli mancanze istituzionali. Noi genitori facciamo tutto!Non vomitate giudizi su di noi perché NOI siamo dei GIGANTI. 
NOI SIAMO GENITORI, SIAMO AVVOCATI, SIAMO ESPERTI DI BUROCRAZIA, SIAMO TERAPISTI, SIAMO AUTISTI (maciniamo migliaia di km l'anno solo per portare i nostri figli a terapia), SIAMO SEGRETARI, SIAMO CORRIDORI (corriamo dietro a scadenze, termini di presentazioni di moduli).
NOI SIAMO TUTTO e voi? Voi chi siete?
Voi siete una faccia sorridente che presenzia all'inizio di aprile alle manifestazioni blu! Se proprio non potete far altro se non mettervi in mostra il 2 Aprile(giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo ndr), vi consiglio di avere almeno un po' di rispetto per le nostre famiglie. Dimenticateci come il resto dell'anno. Abbandonateci alle nostre lotte per conquistare, da capo, sempre, i diritti dei nostri figli. 
Quest'anno tenete spente le luci blu ( che tra l'altro vista l'assenza del resto dell'anno ci fanno girare parecchio le palle) dalle vostre belle facce e accendete l'attenzione sulle nostre famiglie, sui nostri bisogni. Iniziate ad investire le energie, sprecate per le pagliacciate ipocrite del 2 aprile, per ridurre le liste d'attesa e dare un servizio sanitario adeguato, per garantire a tutti davvero una buona scuola, ad inserire medici e operatori competenti belle strutture pubbliche TUTTE. Iniziate a fare quello per cui avete il privilegio di essere remunerati e potete dire di rappresentare lo STATO vale a dire "IL BENE DELLA COLLETTIVITÀ".
A voi politicanti, che camminate con la testa china e gli occhi bassi, dico che il mio sguardo resterà alto e dritto nei vostri occhi perché solo chi ha qualcosa di cui vergognarsi non lo tiene così. Io non ho nulla di cui vergognarmi, anzi! E voi potete dire lo stesso nei confronti delle nostre famiglie e di chi come dite voi " non ha retto " ?
Io non smetterò mai di far sentire la mia voce! Cari politicanti questa sotto è la mia faccia e la vedrete ovunque ci sarà bisogno di difendere i diritti di mio figlio e di quelle famiglie che vivono la nostra stessa condizione. Io non mi arrenderò mai voi fatemi dire "Ho sbagliato! Dio c'è e anche lo Stato!"



giovedì 30 novembre 2017

La FIOM divide i lavoratori sul diritto di assemblea

Oggi 30 novembre la Fiom ha deciso di dividere ulteriormente i lavoratori, sostenendo così la linea padronale di dividere gli sfruttati per indebolirli.
In questi anni si è diviso i lavoratori facendo credere
-       che l’abolizione  della scala mobile non avesse prodotto un impoverimento salariale;
-       che il pacchetto Treu non avrebbe mai creato un mercato di sfruttati con l’introduzione delle agenzie interinali;
-       che l’abolizione dell’art 18 non avesse nulla a che fare con coloro che avevano il posto fisso;
-       che il Jobs Act interessasse solo i giovani;
-       che le pensioni riguardassero solo gli anziani;
-       che la lotta dei deportati di Nola appartenesse solo a Nola e quelli dell’Itca solo all’Itca;
-       che l’accordo di Pomigliano mai si sarebbe allargato agli altri stabilimenti;
-       che le ditte interne alla Fiat non hanno nulla a che vedere con il mondo Fiat;
-       che le terziarizzazioni interne non sono uno spacchettamento che nasconde tagli del personale in esubero;
-       che essere licenziati senza un preavviso tocchi solo alle nuove generazioni;
-       che possa essere spiato solo il “cattivo” fuori dagli orari di lavoro, accettando che il datore di lavoro possa entrare nelle nostre intimità personali ed affettive.
-       che negli stessi stabilimenti possano esserci operai che svolgono le medesime mansioni con stipendi ed orari diversi.
L’ ennesima separazione avviene oggi!
Si vuol far credere che i problemi dei lavoratori Alfa Romeo, che lavorano sulla catena o nel reparto Finizione, non riguardino tutti i dipendenti dello stabilimento.
La strategia di dividere i lavoratori per renderli più deboli e addomesticabili è oggi utilizzata dalla Fiom che in tutta fretta è stata felicissima di tornare al tavolo con il padrone e mettersi al suo servizio.


La vittoria dei padroni e dei suoi SERVI è dovuta in questi anni alla divisione dei lavoratori
E’ urgente che torniamo ad essere uniti e senza individualismi settoriali
Diciamo NO alle assemblee di reparto e di aree produttive!

                                                                                                            Piedimonte S.G., 30 novembre 2017           
    Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti – Confederazione Unitaria di Base

Piedimonte San Germano: via Chiara Colonna, 6 - Tel -Fax 0776.403192 - cub.fr@libero.it

mercoledì 15 novembre 2017

Iscot: manovre in corso per allargare il banchetto dei sindacati padronali - Comunicato della FLMU-CUB di Piedimonte San Germano


Piedimonte S. Germano, 15 novembre 2017

ISCOT

♫AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA ♫

NON BASTA PIU’ LA UILM

L’AZIENDA CHIAMA I RINFORZI CONTRO I LAVORATORI

Ci sono organizzazioni sindacali che non hanno rappresentanza ed hanno la presunzione di rappresentare i lavoratori. Indicono assemblee e non le fanno.

Oggi, sul primo turno, ore 10.00 i lavoratori Iscot erano in attesa di fare l’assemblea.

La Fisascat-CISL, pur non avendo RSU nella Iscot Italia SpA, ha ottenuto un ora di assemblea per turno.

Il padrone riconosce la rappresentanza a chi non rappresenta nessuno e che si è prodigato in questi anni a firmare di tutto contro i lavoratori

Questa mattina, il segretario provinciale Cisl, sotto braccio del dirigente aziendale Iscot, invitato ad entrare in fabbrica con tre lacchè al seguito, si è rifugiato nella palazzina Fiat, pur di non confrontarsi con i lavoratori che lo attendevano in assemblea..

Questo è il modello sindacale che attuano questi soggetti che si spacciano per difensori dei lavoratori?

La realtà è che si sono aperte le grandi manovre per estromettere un sindacato ed una RSU seri che difendono i diritti dei lavoratori e da sempre sono contro l’arroganza padronale.

Mancavano altri pronti a firmare tutto anche in Iscot

BUON APPETITO !!!

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

Piedimonte S. Germano: Via Chiara Colonna snc - tel. 0776/403192 - e-mail: cub.fr@libero.it

venerdì 10 novembre 2017

Sabato 11 novembre a Pozzolo, Aperitivo al terreno dei 101


Pubblichiamo e condividiamo questa bellissima lettera aperta di Rita Di Fazio, operaia FCA


Nasce il Fronte di Lotta No Austerity Alessandria: pubblichiamo il loro comunicato stampa

Felicitazioni e auguri da parte della redazione di CUBlog.
Benvenuti nel FLNA e buone lotte insieme!


Ad Alessandria, in data venerdì 20 ottobre 2017, è stato costituito ufficialmente il Fronte di Lotta No Austerity Alessandria. Questa realtà di lotta, nata nel 2012 su iniziativa spontanea di singoli lavoratori, si pone l' obiettivo di contrapporre alla frammentazione delle lotte (di cui sono innanzitutto responsabili le burocrazie sindacali che rendono vittime i lavoratori e, di conseguenza, le intere masse popolari) una vera e solidale unità delle lotte, al di sopra delle sigle di appartenenza. Il gruppo di Alessandria  si pone l' obiettivo di seguire in modo partecipe e costruttivo, le principali lotte esistenti nel proprio territorio, non solo di carattere sindacale ma anche ambientale e sui diritti. 

Principali punti individuati sono:
-la lotta contro il terzo valico e la lotta contro le discariche di smarino e amianto
-i diritti sindacali nelle realtà lavorative del territorio, con annessi i rinnovi dei Contratti Nazionali di categoria e la lotta al precariato
-la lotta contro la violenza sulle donne 
-la contrapposizione a tutte le forme di razzismo e discriminazione. 
Invitiamo tutti /tutte coloro che vogliono conoscere meglio la nostra realtà di lotta a visitare il sito: www.frontedilottanoausterity.org
Per info e contatti ad Alessandria : Cristiano Biorci, frontedilotta.alessandria@gmail.com

Rinegoziare il contratto nazionale e rendere residuale il precariato! Comunicato stampa della FLMU-CUB di Piedimonte S.Germano

Stabilimento FCA di Cassino


COMUNICATO STAMPA
“Esistono ancora margini per ottenere la stabilizzazione
dei lavoratori precari della FCA di Cassino”

A dichiararlo è il sindacato FLMU CUB che interviene sulla giornata di otto ore di sciopero tenutasi Mercoledì 8 novembre per i dipendenti dello stabilimento.
“Come sindacalisti e attivisti della FLMU CUB abbiamo aderito allo sciopero perché crediamo nel valore assoluto della lotta, delle rivendicazioni e dell’autodeterminazione dei lavoratori. Anche se altri sindacalisti di altre organizzazioni sindacali boicottano sistematicamente tutti gli scioperi dei sindacati di base, arrivando addirittura ad andare nelle linee di montaggio a dissuadere i lavoratori nell’aderire, noi continuiamo a pensare che lo sciopero è l’unica risposta alla domanda di rivendicazioni. Certo, se anche le altre organizzazioni sindacali avessero scioperato PRIMA dei licenziamenti e non DOPO, forse avremmo avuto più possibilità di incidere sulle scelte che l’azienda avrebbe maturato nelle ore successive. Come sindacati di base, il venerdì prima delle 530 espulsioni dei lavoratori interinali, abbiamo proclamato uno sciopero di otto ore proprio per chiedere conto del precariato all’interna dell’azienda, ma evidentemente CGIl, CISl e UIL pensano che aver chiesto un incontro con l’azienda, senza peraltro aver ottenuto alcuna risposta, o indire un’assemblea sindacale, fosse il massimo che sindacalmente si potesse fare”.
“E abbiamo scioperato anche se, nel merito, non condividiamo la proposta di rotazione tra lavoratori precari – prosegue la nota della FLMU CUB di Cassino - Pensiamo che dividere un posto di lavoro precario per due lavoratori precari non è la soluzione al superamento del precariato, per cui lottiamo e scioperiamo”.
“Rinegoziare il contratto nazionale dei lavoratori della FCA per rendere residuale ogni forma di precariato – concludono i rappresentanti della FLMU CUB – è diventato ormai necessario e improcrastinabile. Mai in Fiat si era raggiunto un livello così alto di precariato e mai, a memoria d’uomo, ci sono state così tante espulsioni dalla fabbrica. E sono proprio la stabilizzazione dei lavoratori precari e la necessità di cancellare tutte le forme di precariato, che dovrebbero essere centrali in una piattaforma rivendicativa dei soggetti politici, sindacali e istituzionali che intendono aprire una vertenza territoriale contro azienda, regione e governo.
Tutto il resto, ovvero impiegare due precari al posto di uno, rappresenta palliativi e surrogati che non interessano né noi nè i lavoratori interinali.”
Piedimonte S.G., 09/11/2017

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

Piedimonte S. Germano: Via Chiara Colonna 6 - tel. 0776/403192 - e-mail: cub.fr@libero.it

mercoledì 1 novembre 2017

830 giovani spremuti come limoni! Comunicato della FLMU-CUB di Piedimonte San Germano

830 GIOVANI SPREMUTI COME LIMONI

ILLUSI E DELUSI DALLA PIÙ GRANDE AZIENDA ITALIANA

300 RINNOVI DI CONTRATTI SU 830

Nessuno degli 830 ragazzi entrati con contratto di somministrazione fino alle ore 22.00 del 31 ottobre, giorno di scadenza dei contratti, è stato informato se fosse stata prorogata la sua prestazione lavorativa.

Le agenzie interinali verso le 17.00 hanno inviato messaggini sui cellulari dei precari comandandogli di essere sempre reperibili in quanto il giorno seguente, 1 novembre e giorno di festa, sarebbero stati informati della probabile proroga.

Si, una proroga ! Fino al 31 dicembre 2017.

La tanto attesa e promessa assunzione a tempo indeterminato anche questa volta è una presa in giro

Arroganza padronale tipica della fine ottocento ed invece siamo in Fiat, anzi Fiat Chrysler nell’anno 2017.

Le solite assunzioni precarie unte da promesse pre-elettorali, che sono servite ad ingrassare politici e sindacalisti che si sono candidati nelle liste comunali a Maggio e che oggi non solo si pronunciano a giochi fatti ma non pretendono risposte per l’utilizzo di mano d’opera precaria, impiegata con sgravi fiscali, che dovrebbe prevedere l’obbligo di un controllo da parte delle istituzioni.

Quali sono stati i criteri oggettivi di scelta per queste proroghe? Su che basi sono state scelti alcuni nomi discriminando altri? Sono stati rinnovati precari con quali mansioni a discapito di quali altre? Si è prorogato coloro che hanno lavorato sulla catena di montaggio o nella logistica? Nel reparto montaggio, nella plastica o verniciatura?

In azienda le RSA si sono completamente prostrate. Unica “pretesa” è stato di ottenere un accordo in data 31 ottobre nel quale viene sottoscritto che 530 ragazzi verranno richiamati in caso di salita produttiva nel 2018.

Un accordo beffa, che ha il valore giuridico di carta straccia, che sindacalmente è una vera presa in giro da parte di chi dovrebbe tutelare l’occupazione. Accordi fantoccio che si sono avuti già nel 2002, nel 2006 e che tutti sappiamo non hanno mai avuto seguito.

Alimentare le speranze dei padri, delle madri, dei fratelli e dei mariti di tutti i 530 sfruttati, i quali innegabilmente hanno apportato un grande contribuito allo stabilimento e al marchio Alfa. Se oggi non siamo in regime di solidarietà dobbiamo questo anche al loro impegno.

Venerdì scorso, 27 ottobre, la Flmuniti-Cub ha invitato i lavoratori a scioperare. L’adesione è stata bassissima. L'atteggiamento servile dei padri ha inciso molto sulla scelta aziendale di non rinnovare un numero maggiore di ragazzi. Dove non c’è gioco di forza ma solo sudditanza passiva, l’atteggiamento aziendale diventa ancora più arrogante.

Le conquiste di un tempo si sono ottenute solo con la lotta e la solidarietà degli operai e degli sfruttati.

Il silenzio, l’omertà e il totale asservimento hanno fatto sì che diventi lecito sia prendere in giro i padri sia beffeggiare i figli.

LO SCIOPERO È L’UNICO STRUMENTO PER RICONQUISTARE VOCE IN CAPITOLO

È ORA DI DIRE BASTA! DIAMO DIGNITÀ AI NOSTRI FIGLI!

NON CI SI PUO’ RASSEGNARE SENZA COMBATTERE!

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

Piedimonte S. Germano: Via Chiara Colonna 6 - tel. 0776/403192 - e-mail: cub.fr@libero.it

ALITALIA : TRADITO IL RISULTATO DEL REFERENDUM!


lunedì 30 ottobre 2017

Comunicato della Cub Sur Modena contro il Liceo Quadriennale.

LICEO QUADRIENNALE: RESPINGIAMOLO!


Dal 20 ottobre fino al 13 novembre gli istituti scolastici (licei e tecnici) potranno presentare la loro candidatura alla sperimentazione del “liceo quadriennale”. La Cub Sur di Modena, come già espresso in altri comunicati, è contraria a questa sperimentazione, che nasconde nuovi pesanti tagli e rappresenta un’accelerazione sul terreno dell’aziendalizzazione dell’istruzione.

La riduzione del percorso scolastico da cinque a quattro anni, infatti, comporta inevitabilmente nuovi tagli di organico (il Fatto Quotidianoipotizza 40 mila cattedre in meno!), con lo stravolgimento e il prolungamento dell’orario giornaliero di studenti e insegnanti. Non solo: si tratta di un’aberrazione dal punto di vista pedagogico, con uno scadimento nella qualità dell’istruzione (soprattutto perché associata all’alternanza scuola-lavoro, che già sottrae molte ore all’insegnamento disciplinare e allo studio pomeridiano).

Al Ministero dell’Istruzione la sottosegretaria Angela D’Onghia ha dichiarato che “l’abbreviazione di un anno del percorso di studi consentirebbe alle nuove generazioni di accelerare l’ingresso nel mondo del lavoro”. Ecco allora svelato uno dei veri motivi alla base di questa sperimentazione: venire incontro alle esigenze del mercato e delle imprese, che non hanno certo a cuore la qualità dell’istruzione, ma piuttosto mirano a renderla esclusivamente funzionale allo sfruttamento di forza-lavoro dequalificata.

La Cub Sur di Modena fa appello a tutti i docenti a respingere in sede di collegio docenti l’ipotesi del liceo quadriennale. Ricordiamo che ogni scuola può candidarsi alla sperimentazione, ma non esiste nessun obbligo e, soprattutto, la canditura deve essere approvata in collegio docenti.

I collegi docenti possono quindi respingere la candidatura. E’ quello a Modena è successo, ad esempio, nei Licei Muratori e San Carlo (ora accorpati): il collegio docenti a larghissima maggioranza si è espresso contro qualsiasi ipotesi di introduzione del liceo quadriennale. Invitiamo anche gli altri collegi a seguire questo esempio. Per ogni informazione potete contattarci a cubmodena@tiscali.it.

CUB SUR MODENA 


I lavoratori Alitalia inviano sostegno e solidarietà alla lotta dei lavoratori argentini di Aerolineas Argentinas e Austral


domenica 15 ottobre 2017

LE DICHIARAZIONI VERGOGNOSE E INACCETTABILI DI CALENDA - Comunicato stampa di Cub Trasporti e AirCrewCommitee

COMUNICATO STAMPA

-- LE DICHIARAZIONI VERGOGNOSE E INACCETTABILI DI CALENDA --

Cub trasporti ed AirCrewCommittee: RiLANCEREMO LE MOBILITAZIONI.

Oggi il Ministro Calenda ha fatto delle dichiarazioni irresponsabili sulla vicenda Alitalia, durante l'intervista che gli ha fatto la giornalista  Annunziata su Rai 3.

Dalle dichiarazioni del Ministro emerge in modo inequivocabile il suo livore contro i lavoratori che hanno respinto il Piano di tagli ed esuberi con un determinato NO al Referendum AZ in primavera.

UNA RABBIA INCONTENIBILE E PERICOLOSA

Calenda ha la "bava alla bocca" e non riesce a nascondere la rabbia per aver subito un sonoro "schiaffo" dai lavoratori che, oltre ad ignorare il suo appello ad avallare ulteriori sacrifici e licenziamenti, non si sono lasciati convincere neppure da Gentiloni, Delrio e Poletti. La categoria è stata saturata di promesse sul rilancio della ex-Compagnia di Bandiera italiana, mai concretizzate e sempre rivelatesi false e cariche di gravissime ripercussioni per i lavoratori.

In realtà Calenda, indipendentemente da quanto dice, ha già nazionalizzato Alitalia ma senza preparare un Piano di rilancio: con 900 mln di euro puo' costruire un piano di riassetto, invece di continuare a blatelare e a ipotecare il futuro dei lavoratori e della nostra compagnia, forte di come il trasporto aereo continui a crescere da anni.

Il Ministro non si dà pace che i lavoratori abbiano capito il bluff preparato ad aprile 2017 dalle istituzioni,   sostenuto da cgilcisluilugl (...salvo poi la Camusso abbia preso atto del parere della categoria e successivamente  dichiarato che i lavoratori avevano avuto  ragione a votare NO).

CALENDA VUOLE COLPIRE I LAVORATORI AZ PER "EDUCARE" TUTTI GLI ALTRI

Calenda, in realtà, come ha fatto con i lavoratori Almaviva di Roma, vuole punire la categoria per aver rifiutato le sue menzogne.

Addirittura la conduttrice Annunziata ,durante l'intervista, ha sottolineato come Calenda avesse il "dente avvelenato".

DEVE PARTIRE UNA MOBILITAZIONE SENZA SOSTA

È necessario rispondere con determinazione e forza a tali irresponsabili attacchi.

 La Cub Trasporti ed AirCrewCommittee, oltre al 27 ottobre p.v.,  hanno già programmato un altro sciopero per il 1.12.2017: la vertenza Alitalia deve diventare incessante, non deve e  non può fermarsi.

 Probabilmente Calenda&Soci nelle prossime settimane tenteranno il colpaccio per arrivare alle elezioni con la vertenza Alitalia risolta. Da quanto trapela il Governo sta favorendo il ritorno di Etihad alla cloche di Alitalia, ovvero il "cavaliere emiratino" di renziana memoria che ha causato il fallimento  più rapido della storia dell'aviazione civile, portando alla liquidazione la ex-Compagnia di Bandiera in soli 27 mesi, dal suo arrivo il 1.1.2015.

CALENDA PALADINO DEGLI INTERESSI DEI CONTRIBUENTI? LA FACCIA FINITA DI RACCONTARE MENZOGNE: "IL RE È NUDO!"

Calenda attacca i lavoratori AZ che, secondo lui, pretendono di scaricare i sacrifici sui contribuenti: come se 10.000 licenziamenti del 2008 non fossero esistiti in Alitalia e altri 2200 nel 2014 non si siano mai verificati, oltre ad una precarietà dilagante e tagli salariali e normativi pesantissimi.

 Come se i Commissari AZ non avessero inferto già un taglio di 1800 dipendenti, in attesa di capire cosa succederà per Alitalia, mentre continuano ad assumere lavoratori precari e ad utilizzare in modo irresponsabile ed illecito la cigs e i riposi tra gli AA/VV, palesando che non esistono esuberi.

I LAVORATORI AZ NON HANNO SPERPERATO IL DENARO PUBBLICO: LO HANNO DILAPIDATO GLI "AMICI DEGLI AMICI" CHE CALENDA BEN CONOSCE

  Come se i denari sperperati da Alitalia pubblica e  acor di più quelli "aspirati" dalla Cai,
e poi  da Alitalia Sai, se li fossero spartiti i lavoratori: un Ministro da archiviare al più presto, che finge di non  conoscere gli errori strategici dei "salvatori" emiratini che, solo per fare un esempio, hanno liquidato l'informatica AZ (...un settore dove non si è voluto fare chiarezza neppure sugli appalti illegittimi e di "comodo" emersi recentemente!), quintuplicando le spese di esercizio della compagnia.

GLI EXTRA-COSTI SULLE MANUTENZIONI, SUL LEASING DEGLI AEROMOBILI E SUL CARBURANTE

Calenda finge di non sapere che le responsabilità del fallimento sono da rintracciare negli extra costi dei contratti per il carburante, delle manutenzioni e del leasing degli aeromobili: tutti capitoli di spesa di cui non è dato sapere cosa si sia fatto veramente e perché anche i Commissari AZ non intervengano con urgenza, rimandando qualsiasi scelta al futuro compratore.
Per non parlare della svendita degli slots Az ad Etihad sull'aeroporto di Londra.

LA VERTENZA ALITALIA ENTRA NEL VIVO: FERMIAMOLI!

La vicenda Alitalia entra nel vivo e, se quelle annunciate da Calenda sono le premesse, e' urgente rilanciare la mobilitazione.

Intanto però il Ministro Calenda smetta di continuare a pompare denaro pubblico nelle casse delle aziende "amiche" che non hanno mai investito 1 euro dei loro profitti e hanno seminato precarieta' e bassi salari. Smetta di convogliare  nelle casse delle banche che hanno speculato sulle spalle dei contribuenti.
Calenda utilizzi le ricchezze pubbliche per gli interessi collettivi e dei cittadini.

Calenda si ricordi che è un rappresentante istituzionale e che in questo modo non fa gli interessi degli italiani, come non li hanno fatti i Governi che hanno favorito la crescita delle low-cost a cui da decenni vanno complessivamente oltre 200 mln di euro l'anno di denaro pubblico.
Questi sono aiuti pubblici elargiti senza alcun ritorno per la collettività, che ha invece  subito la cancellazione di tratte e voli per 300 mila passeggeri italiani con il tonfo di Ryanair.

Calenda faccia un atto  di sincerità e sveli ai cittadini la sua vera missione e la sua vera natura: il responsabile del Mise ha ben altri interessi rispetto a quello del futuro del nostro Paese. Forse per Calenda sono più importanti gli interessi degli speculatori e delle lobby finanziarie europee e non solo?

CALENDA TOLGA IL DISTURBO: SE NON ALTRO COME ATTO DOVUTO NEI CONFRONTI DEI CITTADINI, VISTO CHE FA PARTE DI UN GOVERNO CHE GLI ITALIANI NON HANNO MAI VOTATO.

La Cub Traporti e AirCrewCommittee confermano lo sciopero generale del 27.10.2017  e quello del 1.12.2017 per i lavoratori Alitalia, dichiarando fin da ora che la categoria deve restare in campo partecipando anche alle iniziative indette da altre OO.SS. in altre date.

Roma 15.10.2017  CUB TRASPORTI - AIRCREWCOMMITTEE

(cell. 393103997)

giovedì 5 ottobre 2017

Un altro autunno di occasioni perdute? Intervista a Fabiana Stefanoni sulla situazione sindacale e sullo sciopero generale



Ringraziamo la compagna Fabiana Stefanoni con cui collaboriamo nel Fronte di Lotta No Austerity e la redazione web del PdAC per la pubblicazione di questa intervista che, ci teniamo a evidenziarlo, condividiamo totalmente!

La redazione di CUBlog


A cura della redazione web
 
La situazione sociale in Italia non accenna a migliorare: eppure Cgil, Cisl e Uil non rilanciano azioni di lotta e, anzi, appoggiano il governo persino nei suoi tentativi di ridimensionare ulteriormente il diritto di sciopero nei trasporti. Al contempo, il sindacalismo conflittuale e “di base” ha, anche quest’anno, deciso di organizzare due date separate di sciopero generale. Alcuni sindacati sciopereranno il 27 ottobre (Cub, Si.Cobas, Slai Cobas, Usi-Ait) mentre altri il 10 novembre (Usb, Confederazione Cobas, Unicobas). Ne parliamo con Fabiana Stefanoni, responsabile sindacale di Alternativa Comunista.

 
Anche questo autunno il sindacalismo di base si presenterà diviso in occasione dello sciopero generale. Un film già visto che si ripete, non credi?

Purtroppo sì. Esattamente un anno fa, all’indomani del tragico omicidio di Abdel Salam durante un picchetto di sciopero, avevamo criticato la decisione dei dirigenti dei sindacati conflittuali di dividere il fronte di classe proclamando due date di sciopero generale separate e contrapposte, una il 21 ottobre e una il 4 novembre: quest’anno il film sembra ripetersi più o meno identico. Eppure nulla è più urgente della costruzione di un grande sciopero unitario e di massa al fine di respingere al mittente gli attacchi del governo e dei padroni: il governo prepara l’ennesima finanziaria lacrime e sangue e, soprattutto, minaccia di ridimensionare ulteriormente il diritto di sciopero, già fortemente limitato nei cosiddetti “servizi essenziali”, dalla scuola alla sanità ai trasporti.


Secondo te perché i dirigenti di Cgil, Cisl e Uil non vogliono proclamare uno sciopero generale? 

I dirigenti di Cgil, Cisl e Uil hanno i loro “buoni motivi” burocratici per non proclamare uno sciopero generale, in particolare dopo la firma dell’Accordo della Vergogna (1) e l’intesa del 2016 con Confindustria sulla cogestione delle crisi aziendali. La burocrazia di questi grandi apparati sindacali mira solo a garantirsi una buona convivenza col governo e coi padroni, rinunciando ormai persino a mimare il conflitto sociale… e per fortuna in qualche caso i lavoratori cominciano a capirlo, come dimostra ad esempio lo straordinario risultato del referendum in Alitalia (2).
Eppure la situazione sociale economica in Italia, al di là della propaganda governativa che si inventa grandi miglioramenti, resta disastrosa: il tasso di disoccupazione è tra i più alti d’Europa (superiore all’11%, oltre il 35% quella giovanile!), i salari e gli stipendi non servono nemmeno a sopravvivere, i lavoratori sono indebitati fino all’osso e la privatizzazione dei servizi pubblici aumenta drasticamente le loro spese. Contemporaneamente, mentre la sanità e l’istruzione sono devastate dai tagli, il governo regala decine di miliardi alle banche e, sotto forma di incentivi e ammortizzatori, alla grande industria. Per i capitalisti, così come per i politici corrotti che li rappresentano, saltano sempre fuori carote d’oro, mentre ai proletari vengono riservate solo bastonate.


Le statistiche parlano, infatti, di un calo di fiducia nei sindacati. Cosa pensi delle affermazioni di Di Maio del M5S?

Di Maio, come tutto il M5S, dopo essersi presentato come forza “antisistema” di opposizione, si appresta a governare per conto della borghesia, come già stanno facendo nelle giunte che controllano, a partire da Roma. Approfitta della giusta e comprensibilissima sfiducia dei lavoratori nei confronti di apparati burocratici chiusi nella difesa dei loro interessi di bottega per attaccare indistintamente i diritti sindacali. Non solo: mentre critica i sindacati, annuncia una “manovra shock” per favorire le imprese, cioè “l’abbassamento del costo del lavoro”. E’ quello che hanno fatto tutti i governi fino ad oggi, da Prodi a Berlusconi, da Monti a Renzi a Gentiloni: abbassare il costo del lavoro significa colpire i salari degli operai. Del resto, non è l’unico aspetto con cui il M5S si presenta in continuità con gli altri partiti borghesi: razzismo, maschilismo, corruzione (come dimostrano le vicende in cui è coinvolta la sindaca Raggi). Ultimamente il M5S ha calato completamente la maschera: auspichiamo che gli attivisti sindacali e gli operai che hanno riposto fiducia in questo movimento-partito ne comprendano finalmente la natura borghese e reazionaria.


Ma torniamo al tema dello sciopero generale. Se è chiaro, come dici, che le burocrazie di Cgil, Cisl e Uil non hanno interesse ad alzare il livello dello scontro di classe, come spieghi invece la decisione del sindacalismo “di base” di rinunciare all’occasione di proclamare uno sciopero generale unitario? 

Tanto è forte l’esigenza dei lavoratori e delle lavoratrici di organizzare a una forte risposta di lotta e di classe all’attacco del governo e dei padroni quanto sono deboli le argomentazioni portate dai dirigenti dei sindacati conflittuali per giustificare questa scelta masochistica. La direzione di Usb ha accampato scuse risibili (una riunione internazionale alcuni giorni dopo…) per non convergere sulla data del 27 ottobre, al contempo i dirigenti dei sindacati che hanno proclamato lo sciopero il 27 ottobre hanno fatto di tutto evitare una data comune con Usb. Tra gli argomenti usati da qualcuno c’è un ragionamento solo apparentemente corretto: affermano che, firmando il famigerato accordo della vergogna, i dirigenti di Usb e della Confederazione Cobas hanno tradito la lotta. E’ innegabile: la firma di quell’accordo è stata un fatto gravissimo, che ha indebolito la capacità di resistenza di tutta la classe lavoratrice. Ma ritenere che questo possa giustificare l’idea di scioperi separati e contrapposti è un’assurdità.


Come si deve costruire, a tuo avviso, uno sciopero generale? 

Possiamo prendere ad esempio quello che fanno i sindacati di base di altri Paesi. Vediamo quello che succede in questi giorni in Francia o in Catalogna ad esempio. Le lavoratrici e i lavoratori francesi stanno preparando in questi giorni la terza giornata di sciopero unitario contro il governo Macron e contro la riforma del lavoro (due giornate di sciopero sono già state organizzate a settembre). In Catalogna i sindacati di base e conflittuali hanno promosso, il 3 ottobre, una grande giornata di sciopero generale unitario contro la repressione del governo centrale e della guardia civile, a sostegno delle masse popolari catalane. L’appello a proclamare lo sciopero generale è stato lanciato a tutti i sindacati, per quanto complici o opportunisti siano giudicati i loro dirigenti. Ed è giusto che sia così: lo sciopero generale deve presentarsi, per sua stessa natura, come lo sciopero di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici contro il nemico di classe (sciopero generale, appunto). Solidaires (il più grande sindacato di base francese) ha scioperato con la Cgt francese (l’equivalente della nostra Cgil, per intenderci), ovviamente su piattaforme diverse, ma pur sempre lo stesso giorno: lo scopo era organizzare un’azione incisiva e di massa, per respingere la riforma del lavoro. In Catalogna, i grandi sindacati burocratici (Comisiones obreras e Ugt) si sono invece sfilati, per loro decisione e non per esclusione altrui, dallo sciopero generale (proclamato invece dai sindacati di base presenti in Catalogna, dalla Cgt ai Co.Bas): lo sciopero è riuscito lo stesso, con adesioni pari all’80% nelle principali fabbriche e centinaia di migliaia di lavoratori in piazza.
Quello che sembrano non capire i dirigenti sindacali di casa nostra (mi riferisco ora al sindacalismo “di base”) è che non si deve confondere la costruzione del proprio sindacato – che spesso, per essere coerente e di lotta, deve passare per rotture e profonde differenziazioni – con le azioni di sciopero e di lotta: nella costruzione di queste ultime bisogna sempre sforzarsi di cercare la massima unità d’azione. Occorre sempre dimostrare ai lavoratori degli altri sindacati di essere disposti a lottare al loro fianco contro i padroni e il governo, indipendentemente dalle sigle e dalle bandiere: è anzi questo il miglior modo per smascherare la politica opportunista dei loro dirigenti e sottrarli alla loro influenza. Questo è tanto più valido in relazione alla costruzione di uno “sciopero generale” degno di questo nome.


Hai descritto scenari, quello catalano e quello francese, che appaiono molto differenti da quello cui assistiamo qui in Italia…

In realtà in Italia assistiamo a uno scenario contradditorio. Da un lato i sindacati conflittuali stanno proclamando scioperi unitari e incisivi nelle fabbriche e nelle vertenze di categoria: dai trasporti (pensiamo al riuscito sciopero del 2 ottobre nel comparto aereo e aeroportuale) all’industria, dalle telecomunicazioni al telemarketing. Dall’altro lato, quando si tratta di unificare tutte queste vertenze in una grande azione unitaria di sciopero generale… si spezzettano le date. C’è una palese contraddizione, che a mio avviso si può spiegare solo con una grande distanza dei dirigenti delle confederazioni sindacali non solo dai lavoratori e alle lavoratrici nei luoghi di lavoro (che capiscono istintivamente la necessità di lottare e scioperare uniti per sconfiggere il nemico di classe), ma anche spesso dai loro stessi attivisti.
Al di là del fatto scontato che le dinamiche della lotta di classe sono imprevedibili, è evidente che i risultati nell’immediato sono molto negativi. Prima di tutto, si perde l’occasione di convogliare il malcontento sociale in una grande azione di sciopero generale: ne approfitteranno non solo il governo e i padroni, ma anche le varie organizzazioni populiste e fasciste (pensiamo solo alla recente gravissima aggressione di un picchetto di sciopero alla Sda di Carpiano). In secondo luogo, si rischia di svuotare di significato lo stesso concetto di “sciopero generale”: i lavoratori e gli stessi attivisti del sindacalismo conflittuale lo percepiranno come un momento distinto dallo scontro di classe in cui sono impegnati quotidianamente, quasi fosse un mero momento propagandistico del proprio sindacato, anziché – come dovrebbe essere - la più forte e incisiva azione di lotta nello scontro politico con governo e padronato.
Concludo dicendo che, da questa ennesima triste storia, possiamo forse trarre un insegnamento: è necessario e urgente costruire dal basso, col protagonismo diretto e decisionale dei lavoratori e degli attivisti sindacali che lottano, un ampio fronte unico delle lotte, che possa imporre ai dirigenti sindacali quell’azione incisiva e unitaria che serve urgentemente alla classe lavoratrice per vincere. E’ quello che, ad esempio, stiamo cercando di fare impegnandoci nel rafforzamento del Fronte di Lotta No Austerity.
 

(1) Si veda questa intervista: http://www.alternativacomunista.it/content/view/2219/78/
(2) Per i dettagli su questa lotta straordinaria rimandiamo a questo articolo di M. Bavassano: http://www.alternativacomunista.it/content/view/2449/1/

domenica 1 ottobre 2017

Quello che andava detto! Eccezionale intervento di Antonio Amoroso, segretario nazionale della Cub Trasporti

Quello che andava detto è stato detto, ed è stato detto con parole semplici e chiare che hanno espresso concetti banali, se vogliamo: di fronte a un attacco devastante di governo e padroni ai danni dei lavoratori, è necessario costruire uno sciopero unitario; non possono le divisioni tra organizzazioni sindacali, seppur comprensibili e ben motivate, essere preminenti allo scontro di classe.
Siamo stanchi dei burocrati dal linguaggio dotto e politichese che ostentano la loro saccenteria e tramano strategie politiche da far invidia alla prima repubblica. 
E allora bravo Antonio, che con quella semplicità che a noi operai tanto piace, hai detto quello che andava detto, il resto sono solo chiacchiere e distintivo, o meglio: tessera!
CUBlog lavora e lavorerà , sia come linea editoriale sia come intervento nel Fronte di Lotta No Austerity a cui aderiamo, per l'unità dei lavoratori di fronte agli attacchi di padroni e governi.


La redazione di CUBlog



sabato 30 settembre 2017

SCIOPERO 2 OTTOBRE 24 H ALITALIA/TRASPORTO AEREO




UN CONTRIBUTO DEI COMPAGNI ARGENTINI DEL SINDACATO APA : IL MODELLO LOW COST NEL TRASPORTO AEREO



Le false promesse di FCA sull'occupazione - comunicato della FLMU-CUB

comunicato stampa

Piedimonte S. Germano, 29 settembre 2017

L’INFAME PREZZO DA PAGARE

FIAT E LE SUE FALSE PROMESSE DI OCCUPAZIONE

Ogni anno, ormai,si ripete la solita storiella: lancio di un nuovo marchio, ripresa produttiva e speranza occupazionale.

In nome di queste vane promesse i lavoratori Fiat hanno accettato:

impoverimento salariale, turnazioni massacranti, ritmi produttivi disumani cancellazione della mensa, accettazione da parte del personale con malattie professionali, invalidità riconosciute e quelli più sindacalizzati ad essere confinati in reparti dimenticati ed improduttivi.

La Fiat dell’era Marchionne-Elkann è campo di sperimentazione di nuove forme di sfruttamento e di precarizzazione, attraverso accordi e contratti individuali che hanno moltiplicato le gabbie salariali all’interno dello stesso stabilimento.

Accordi sottoscritti sotto la minaccia del licenziamento senza reintegrazione come previsto dalla Legge Fornero e dal Job Act.

Circa 300 lavoratori da Pomigliano a Gennaio hanno accettato la trasferta a Cassino senza il giusto riconoscimento della indennità prevista dal contratto.

Entro il 15 ottobre ritorneranno a casa, dove forse li attenderà il contratto di solidarietà.

Intanto a Cassino per 900 ragazzi somministrati il 31 ottobre scadrà il contratto.

Non gli resta che la speranza, insieme ai loro familiari (tutti operai Fiat) di essere riconfermati.

Marchionne ha dichiarato che sarà impossibile la riconferma per tutti i ragazzi.

La FLMUniti-Cub chiede un incontro aziendale per conoscere il numero di lavoratori e i nominativi  di coloro che saranno stabilizzati ed in base a quali criteri saranno scelti.

Questa richiesta è legittimata dal fatto che la Fiat in questi anni e per queste assunzioni ha usufruito di benefici contributivi e di sgravi fiscali da parte dello Stato.

Pertanto, ha un obbligo civile e non solo morale di informare i contribuenti di come questo denaro pubblico ritorni sotto forma salariale e di occupazione sul territorio.

La FLMUniti-Cub invita gli Enti istituzionali e territoriali a pretendere risposte certe dalla Fiat in quanto la crisi della Fiat determina un ulteriore impoverimento del nostro territorio.

Basta con lo sfruttamento legalizzato ed istituzionalizzato

Chiediamo la stabilizzazione di tutti i precari

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

Piedimonte S. Germano: Via Chiara Colonna snc - tel. 0776/403192 - e-mail: cub.fr@libero.it

giovedì 14 settembre 2017

Lavoro precario o vita? Comunicato della FLMU - CUB di Cassino


Flaica-Cub: sciopero degli addetti alle pulizie dell'Uspedalì di Valenza (AL)


15 e 16 settembre
SCIOPERO
per tutta la giornata lavorativa

degli addetti alle pulizie alla Casa di Riposo L'Uspidalì di Valenza.


 Da ormai più di un anno il Comune  trascina l'assegnazione dell'appalto delle pulizie all' Uspidalì, al Palazzo Municipale, in altri servizi comunali della città.

   L'intenzione degli amministratori del Comune è invece stata chiara fin dall'inizio: una forte riduzione delle ore di lavoro destinate all' intero settore.

   Le conseguenze sono evidenti: una contrazione dei salari dei lavoratori, il rischio di licenziamenti, una diminuzione della qualità dei servizi.

   Di fronte alle mancate risposte – pur sollecitate più volte dai lavoratori – e a inconcludenti quanto superficiali rassicurazioni degli amministratori, la CUB/FLAICA ha proclamato lo stato di agitazione e il conseguente sciopero del 15 e 16 settembre, anche in considerazione dell'ormai prossima assegnazione dell'appalto.

Ci scusiamo con gli ospiti dell'Uspidalì e con i loro parenti per gli inevitabili disagi che deriveranno da questa iniziativa (che peraltro garantirà i servizi essenziali), ma non vediamo altre possibilità per far sentire la nostra voce per chiedere:
-     stabilità occupazionale;
-     garanzie salariali;
-          qualità del servizio per gli utenti.

martedì 29 agosto 2017

Reza Shahabi libero subito!



E’ necessario rilasciare immediatamente Reza Shahabi!

Il Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 marzo 2015 è un coordinamento nazionale di lavoratori, che comprende numerosi sindacati italiani, del settore dei trasporti.
Stiamo scrivendo per protestare contro la continua persecuzione di Reza Shahabi, membro del consiglio di amministrazione e tesoriere del sindacato dei lavoratori della società di lavoratori di autobus di Teheran, che è stato nuovamente incarcerato a partire dal 9 agosto 2017. Secondo l'ufficio del procuratore, come dichiarato dalla moglie di Reza Shahabi, Shahabi deve restare in carcere fino al 22 dicembre 2018. Reza Shahabi è stato già arrestato nel giugno 2010 mentre era in viaggio, guidando un autobus; fu violentemente aggredito in pubblico e incarcerato nel reparto della prigione di Evin 209.
Dopo aver trascorso 19 mesi in isolamento, è stato condannato a sei anni di detenzione, con divieto di qualsiasi attività sindacale per cinque anni e una multa di sette milioni e mezzo. A causa di un grande stress fisico e di torture durante le interrogazioni, Reza Shahabi ha sofferto di dislocazione posteriore e del collo e ha dovuto andare sotto la chirurgia due volte ed ha anche sofferto di problemi cardiaci. Va notato che durante la sua lunga prigionia Reza Shahabi ha dovuto ricorrere allo sciopero della fame quattro volte, per protestare contro la mancanza di attenzione medica per le sue condizioni di salute deteriorate e dal crescente intorpidimento del lato sinistro del suo corpo.
Il suo ultimo sciopero della fame, per protestare contro il suo trasferimento alla prigione Rajaee Shahr nella città di Karaj, durò 52 giorni. Reza Shahabi è stato perseguito nuovamente nel gennaio del 2015 sulla base di accuse di "propagazione contro il sistema" - legata alla critica all'attacco delle forze di sicurezza del distretto di Evin 350 del 17 aprile 2014 e condannato ad un anno supplementare in carcere.
Condanniamo fermamente la ingiusta carcerazione di Reza Shahabi e denunciamo anche la continua persecuzione di attivisti sindacali in Iran, con numerosi arresti ingiustificati, una situazione molto grave e indegna che richiede libertà immediata e incondizionata per tutti loro.
Non è ammissibile che una persona sia imprigionata a causa della lotta per i suoi diritti, per una dignitosa condizione di vita e per condizioni di lavoro migliori per i suoi colleghi di lavoro. Questa azione repressiva è una grave violazione dei diritti umani e un'offesa intollerabile ai concetti base di civiltà e giustizia.
Sappiamo peraltro che la società di trasporti italiana “Ferrovie dello Stato Italiane” sta implementando la partnership economica con le imprese di trasporto iraniane “Islamic Republic of Iran Railways”, questo non è tollerabile nella attuale situazione di violazione dei diritti e repressione dei lavoratori iraniani, anche nel settore Trasporti. È necessario evitare la collaborazione con le imprese iraniane fino alla liberazione di Reza Shahabi e di tutti i lavoratori ingiustamente imprigionati, altrimenti siamo pronti a dichiarare lo sciopero in Italia in tutte le società del gruppo FS-Busitalia.
Chiediamo a ogni sindacato, organizzazioni politiche e partiti, organizzazioni sociali, in tutta Italia, di sostenere questo appello e di agire per ottenere la libertà di Reza Shahabi e di tutti gli altri attivisti di lavoro detenuti in Iran.

Italy, 26 agosto 2017

Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015
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English version

Necessary immediately release of Reza Shahabi

The Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015 is a national coordination of Italian hauliers, that includes many Italian trade unions, of transport sector.
We are writing to protest the continued persecution of Reza Shahabi, the executive board member and treasurer of the Syndicate of Workers of Tehran Bus Workers' Company, who has been incarcerated again as of August 9, 2017. According to the prosecutor's office, stated to Reza Shahabi's wife, Shahabi has to be in prison until December 22, 2018. Reza Shahabi was arrested in June 2010 while he was on the job, driving a bus; he was violently assaulted in front of bus riders and incarcerated in Evin prison's ward 209.
After spending nineteen months in solitary confinement he was given six years of prison sentence, banned from any union activities for five years and a financial fine of seven and half million Tomans by branch 15 of the revolutionary court.  Due to extensive physical stress and tortures during interrogations, Mr. Shahabi suffered from back and neck dislocation and had to go under surgery twice.
After enduring prison for years he had been under medical leave of absence based on coroner's recommendation. It should be noted that during his long incarceration Mr. Shahabi had to resort to hunger strike, four separate times, in protesting against lack of medical attention to his deteriorating health conditions and the growing numbness of the left side of his body.
His last hunger strike, to protest against his transfer to Rajaee Shahr prison in City of Karaj, lasted fifty-two days. Mr. Shahabi was prosecuted again in January of 2015 based on charges of "propagating against the system" - related to the infamous attack of the security forces on Evin prison’s ward 350 on April 17, 2014 - and sentenced to an additional year in prison, and this verdict was upheld in an appeals court.
We strongly condemn the continued targeting and unjust re-incarceration of Reza Shahabi.
We also denounce ongoing persecution and arrests of labour activists in Iran, a very serious and unworthy situation that requires immediate and unconditional freedom for all of them. It's no admissible that a person is imprisoned because of fighting for his rights, for dignified condition of life and for better labour conditions for his work colleagues. This repressive action is a serious violation of human rights and an intolerable offensive to basic concepts of civilization and justice.
We know also that Italian transport company “Ferrovie dello Stato Italiane” is implementing economical partnership with Iranian transport companies “Islamic Republic of Iran Railways” , this is not tolerable in this situation of rights violation and repression of Iranian workers, also in Transport sector.
It's necessary avoid collaboration with Iranian companies until liberation of Reza Shahabi and of all unjustly imprisoned workers, otherwise we are ready to declare strike in Italy throughout all Ferrovie dello Stato-Busitalia companies.
We ask every trade unions, political organizations and parties, social organizations, throughout Italy to support this appeal and to action to gain freedom for Reza Shahabi and all other detained labour activists in Iran.

Italy, 26 August 2017


Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015