domenica 15 ottobre 2017

LE DICHIARAZIONI VERGOGNOSE E INACCETTABILI DI CALENDA - Comunicato stampa di Cub Trasporti e AirCrewCommitee

COMUNICATO STAMPA

-- LE DICHIARAZIONI VERGOGNOSE E INACCETTABILI DI CALENDA --

Cub trasporti ed AirCrewCommittee: RiLANCEREMO LE MOBILITAZIONI.

Oggi il Ministro Calenda ha fatto delle dichiarazioni irresponsabili sulla vicenda Alitalia, durante l'intervista che gli ha fatto la giornalista  Annunziata su Rai 3.

Dalle dichiarazioni del Ministro emerge in modo inequivocabile il suo livore contro i lavoratori che hanno respinto il Piano di tagli ed esuberi con un determinato NO al Referendum AZ in primavera.

UNA RABBIA INCONTENIBILE E PERICOLOSA

Calenda ha la "bava alla bocca" e non riesce a nascondere la rabbia per aver subito un sonoro "schiaffo" dai lavoratori che, oltre ad ignorare il suo appello ad avallare ulteriori sacrifici e licenziamenti, non si sono lasciati convincere neppure da Gentiloni, Delrio e Poletti. La categoria è stata saturata di promesse sul rilancio della ex-Compagnia di Bandiera italiana, mai concretizzate e sempre rivelatesi false e cariche di gravissime ripercussioni per i lavoratori.

In realtà Calenda, indipendentemente da quanto dice, ha già nazionalizzato Alitalia ma senza preparare un Piano di rilancio: con 900 mln di euro puo' costruire un piano di riassetto, invece di continuare a blatelare e a ipotecare il futuro dei lavoratori e della nostra compagnia, forte di come il trasporto aereo continui a crescere da anni.

Il Ministro non si dà pace che i lavoratori abbiano capito il bluff preparato ad aprile 2017 dalle istituzioni,   sostenuto da cgilcisluilugl (...salvo poi la Camusso abbia preso atto del parere della categoria e successivamente  dichiarato che i lavoratori avevano avuto  ragione a votare NO).

CALENDA VUOLE COLPIRE I LAVORATORI AZ PER "EDUCARE" TUTTI GLI ALTRI

Calenda, in realtà, come ha fatto con i lavoratori Almaviva di Roma, vuole punire la categoria per aver rifiutato le sue menzogne.

Addirittura la conduttrice Annunziata ,durante l'intervista, ha sottolineato come Calenda avesse il "dente avvelenato".

DEVE PARTIRE UNA MOBILITAZIONE SENZA SOSTA

È necessario rispondere con determinazione e forza a tali irresponsabili attacchi.

 La Cub Trasporti ed AirCrewCommittee, oltre al 27 ottobre p.v.,  hanno già programmato un altro sciopero per il 1.12.2017: la vertenza Alitalia deve diventare incessante, non deve e  non può fermarsi.

 Probabilmente Calenda&Soci nelle prossime settimane tenteranno il colpaccio per arrivare alle elezioni con la vertenza Alitalia risolta. Da quanto trapela il Governo sta favorendo il ritorno di Etihad alla cloche di Alitalia, ovvero il "cavaliere emiratino" di renziana memoria che ha causato il fallimento  più rapido della storia dell'aviazione civile, portando alla liquidazione la ex-Compagnia di Bandiera in soli 27 mesi, dal suo arrivo il 1.1.2015.

CALENDA PALADINO DEGLI INTERESSI DEI CONTRIBUENTI? LA FACCIA FINITA DI RACCONTARE MENZOGNE: "IL RE È NUDO!"

Calenda attacca i lavoratori AZ che, secondo lui, pretendono di scaricare i sacrifici sui contribuenti: come se 10.000 licenziamenti del 2008 non fossero esistiti in Alitalia e altri 2200 nel 2014 non si siano mai verificati, oltre ad una precarietà dilagante e tagli salariali e normativi pesantissimi.

 Come se i Commissari AZ non avessero inferto già un taglio di 1800 dipendenti, in attesa di capire cosa succederà per Alitalia, mentre continuano ad assumere lavoratori precari e ad utilizzare in modo irresponsabile ed illecito la cigs e i riposi tra gli AA/VV, palesando che non esistono esuberi.

I LAVORATORI AZ NON HANNO SPERPERATO IL DENARO PUBBLICO: LO HANNO DILAPIDATO GLI "AMICI DEGLI AMICI" CHE CALENDA BEN CONOSCE

  Come se i denari sperperati da Alitalia pubblica e  acor di più quelli "aspirati" dalla Cai,
e poi  da Alitalia Sai, se li fossero spartiti i lavoratori: un Ministro da archiviare al più presto, che finge di non  conoscere gli errori strategici dei "salvatori" emiratini che, solo per fare un esempio, hanno liquidato l'informatica AZ (...un settore dove non si è voluto fare chiarezza neppure sugli appalti illegittimi e di "comodo" emersi recentemente!), quintuplicando le spese di esercizio della compagnia.

GLI EXTRA-COSTI SULLE MANUTENZIONI, SUL LEASING DEGLI AEROMOBILI E SUL CARBURANTE

Calenda finge di non sapere che le responsabilità del fallimento sono da rintracciare negli extra costi dei contratti per il carburante, delle manutenzioni e del leasing degli aeromobili: tutti capitoli di spesa di cui non è dato sapere cosa si sia fatto veramente e perché anche i Commissari AZ non intervengano con urgenza, rimandando qualsiasi scelta al futuro compratore.
Per non parlare della svendita degli slots Az ad Etihad sull'aeroporto di Londra.

LA VERTENZA ALITALIA ENTRA NEL VIVO: FERMIAMOLI!

La vicenda Alitalia entra nel vivo e, se quelle annunciate da Calenda sono le premesse, e' urgente rilanciare la mobilitazione.

Intanto però il Ministro Calenda smetta di continuare a pompare denaro pubblico nelle casse delle aziende "amiche" che non hanno mai investito 1 euro dei loro profitti e hanno seminato precarieta' e bassi salari. Smetta di convogliare  nelle casse delle banche che hanno speculato sulle spalle dei contribuenti.
Calenda utilizzi le ricchezze pubbliche per gli interessi collettivi e dei cittadini.

Calenda si ricordi che è un rappresentante istituzionale e che in questo modo non fa gli interessi degli italiani, come non li hanno fatti i Governi che hanno favorito la crescita delle low-cost a cui da decenni vanno complessivamente oltre 200 mln di euro l'anno di denaro pubblico.
Questi sono aiuti pubblici elargiti senza alcun ritorno per la collettività, che ha invece  subito la cancellazione di tratte e voli per 300 mila passeggeri italiani con il tonfo di Ryanair.

Calenda faccia un atto  di sincerità e sveli ai cittadini la sua vera missione e la sua vera natura: il responsabile del Mise ha ben altri interessi rispetto a quello del futuro del nostro Paese. Forse per Calenda sono più importanti gli interessi degli speculatori e delle lobby finanziarie europee e non solo?

CALENDA TOLGA IL DISTURBO: SE NON ALTRO COME ATTO DOVUTO NEI CONFRONTI DEI CITTADINI, VISTO CHE FA PARTE DI UN GOVERNO CHE GLI ITALIANI NON HANNO MAI VOTATO.

La Cub Traporti e AirCrewCommittee confermano lo sciopero generale del 27.10.2017  e quello del 1.12.2017 per i lavoratori Alitalia, dichiarando fin da ora che la categoria deve restare in campo partecipando anche alle iniziative indette da altre OO.SS. in altre date.

Roma 15.10.2017  CUB TRASPORTI - AIRCREWCOMMITTEE

(cell. 393103997)

giovedì 5 ottobre 2017

Un altro autunno di occasioni perdute? Intervista a Fabiana Stefanoni sulla situazione sindacale e sullo sciopero generale



Ringraziamo la compagna Fabiana Stefanoni con cui collaboriamo nel Fronte di Lotta No Austerity e la redazione web del PdAC per la pubblicazione di questa intervista che, ci teniamo a evidenziarlo, condividiamo totalmente!

La redazione di CUBlog


A cura della redazione web
 
La situazione sociale in Italia non accenna a migliorare: eppure Cgil, Cisl e Uil non rilanciano azioni di lotta e, anzi, appoggiano il governo persino nei suoi tentativi di ridimensionare ulteriormente il diritto di sciopero nei trasporti. Al contempo, il sindacalismo conflittuale e “di base” ha, anche quest’anno, deciso di organizzare due date separate di sciopero generale. Alcuni sindacati sciopereranno il 27 ottobre (Cub, Si.Cobas, Slai Cobas, Usi-Ait) mentre altri il 10 novembre (Usb, Confederazione Cobas, Unicobas). Ne parliamo con Fabiana Stefanoni, responsabile sindacale di Alternativa Comunista.

 
Anche questo autunno il sindacalismo di base si presenterà diviso in occasione dello sciopero generale. Un film già visto che si ripete, non credi?

Purtroppo sì. Esattamente un anno fa, all’indomani del tragico omicidio di Abdel Salam durante un picchetto di sciopero, avevamo criticato la decisione dei dirigenti dei sindacati conflittuali di dividere il fronte di classe proclamando due date di sciopero generale separate e contrapposte, una il 21 ottobre e una il 4 novembre: quest’anno il film sembra ripetersi più o meno identico. Eppure nulla è più urgente della costruzione di un grande sciopero unitario e di massa al fine di respingere al mittente gli attacchi del governo e dei padroni: il governo prepara l’ennesima finanziaria lacrime e sangue e, soprattutto, minaccia di ridimensionare ulteriormente il diritto di sciopero, già fortemente limitato nei cosiddetti “servizi essenziali”, dalla scuola alla sanità ai trasporti.


Secondo te perché i dirigenti di Cgil, Cisl e Uil non vogliono proclamare uno sciopero generale? 

I dirigenti di Cgil, Cisl e Uil hanno i loro “buoni motivi” burocratici per non proclamare uno sciopero generale, in particolare dopo la firma dell’Accordo della Vergogna (1) e l’intesa del 2016 con Confindustria sulla cogestione delle crisi aziendali. La burocrazia di questi grandi apparati sindacali mira solo a garantirsi una buona convivenza col governo e coi padroni, rinunciando ormai persino a mimare il conflitto sociale… e per fortuna in qualche caso i lavoratori cominciano a capirlo, come dimostra ad esempio lo straordinario risultato del referendum in Alitalia (2).
Eppure la situazione sociale economica in Italia, al di là della propaganda governativa che si inventa grandi miglioramenti, resta disastrosa: il tasso di disoccupazione è tra i più alti d’Europa (superiore all’11%, oltre il 35% quella giovanile!), i salari e gli stipendi non servono nemmeno a sopravvivere, i lavoratori sono indebitati fino all’osso e la privatizzazione dei servizi pubblici aumenta drasticamente le loro spese. Contemporaneamente, mentre la sanità e l’istruzione sono devastate dai tagli, il governo regala decine di miliardi alle banche e, sotto forma di incentivi e ammortizzatori, alla grande industria. Per i capitalisti, così come per i politici corrotti che li rappresentano, saltano sempre fuori carote d’oro, mentre ai proletari vengono riservate solo bastonate.


Le statistiche parlano, infatti, di un calo di fiducia nei sindacati. Cosa pensi delle affermazioni di Di Maio del M5S?

Di Maio, come tutto il M5S, dopo essersi presentato come forza “antisistema” di opposizione, si appresta a governare per conto della borghesia, come già stanno facendo nelle giunte che controllano, a partire da Roma. Approfitta della giusta e comprensibilissima sfiducia dei lavoratori nei confronti di apparati burocratici chiusi nella difesa dei loro interessi di bottega per attaccare indistintamente i diritti sindacali. Non solo: mentre critica i sindacati, annuncia una “manovra shock” per favorire le imprese, cioè “l’abbassamento del costo del lavoro”. E’ quello che hanno fatto tutti i governi fino ad oggi, da Prodi a Berlusconi, da Monti a Renzi a Gentiloni: abbassare il costo del lavoro significa colpire i salari degli operai. Del resto, non è l’unico aspetto con cui il M5S si presenta in continuità con gli altri partiti borghesi: razzismo, maschilismo, corruzione (come dimostrano le vicende in cui è coinvolta la sindaca Raggi). Ultimamente il M5S ha calato completamente la maschera: auspichiamo che gli attivisti sindacali e gli operai che hanno riposto fiducia in questo movimento-partito ne comprendano finalmente la natura borghese e reazionaria.


Ma torniamo al tema dello sciopero generale. Se è chiaro, come dici, che le burocrazie di Cgil, Cisl e Uil non hanno interesse ad alzare il livello dello scontro di classe, come spieghi invece la decisione del sindacalismo “di base” di rinunciare all’occasione di proclamare uno sciopero generale unitario? 

Tanto è forte l’esigenza dei lavoratori e delle lavoratrici di organizzare a una forte risposta di lotta e di classe all’attacco del governo e dei padroni quanto sono deboli le argomentazioni portate dai dirigenti dei sindacati conflittuali per giustificare questa scelta masochistica. La direzione di Usb ha accampato scuse risibili (una riunione internazionale alcuni giorni dopo…) per non convergere sulla data del 27 ottobre, al contempo i dirigenti dei sindacati che hanno proclamato lo sciopero il 27 ottobre hanno fatto di tutto evitare una data comune con Usb. Tra gli argomenti usati da qualcuno c’è un ragionamento solo apparentemente corretto: affermano che, firmando il famigerato accordo della vergogna, i dirigenti di Usb e della Confederazione Cobas hanno tradito la lotta. E’ innegabile: la firma di quell’accordo è stata un fatto gravissimo, che ha indebolito la capacità di resistenza di tutta la classe lavoratrice. Ma ritenere che questo possa giustificare l’idea di scioperi separati e contrapposti è un’assurdità.


Come si deve costruire, a tuo avviso, uno sciopero generale? 

Possiamo prendere ad esempio quello che fanno i sindacati di base di altri Paesi. Vediamo quello che succede in questi giorni in Francia o in Catalogna ad esempio. Le lavoratrici e i lavoratori francesi stanno preparando in questi giorni la terza giornata di sciopero unitario contro il governo Macron e contro la riforma del lavoro (due giornate di sciopero sono già state organizzate a settembre). In Catalogna i sindacati di base e conflittuali hanno promosso, il 3 ottobre, una grande giornata di sciopero generale unitario contro la repressione del governo centrale e della guardia civile, a sostegno delle masse popolari catalane. L’appello a proclamare lo sciopero generale è stato lanciato a tutti i sindacati, per quanto complici o opportunisti siano giudicati i loro dirigenti. Ed è giusto che sia così: lo sciopero generale deve presentarsi, per sua stessa natura, come lo sciopero di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici contro il nemico di classe (sciopero generale, appunto). Solidaires (il più grande sindacato di base francese) ha scioperato con la Cgt francese (l’equivalente della nostra Cgil, per intenderci), ovviamente su piattaforme diverse, ma pur sempre lo stesso giorno: lo scopo era organizzare un’azione incisiva e di massa, per respingere la riforma del lavoro. In Catalogna, i grandi sindacati burocratici (Comisiones obreras e Ugt) si sono invece sfilati, per loro decisione e non per esclusione altrui, dallo sciopero generale (proclamato invece dai sindacati di base presenti in Catalogna, dalla Cgt ai Co.Bas): lo sciopero è riuscito lo stesso, con adesioni pari all’80% nelle principali fabbriche e centinaia di migliaia di lavoratori in piazza.
Quello che sembrano non capire i dirigenti sindacali di casa nostra (mi riferisco ora al sindacalismo “di base”) è che non si deve confondere la costruzione del proprio sindacato – che spesso, per essere coerente e di lotta, deve passare per rotture e profonde differenziazioni – con le azioni di sciopero e di lotta: nella costruzione di queste ultime bisogna sempre sforzarsi di cercare la massima unità d’azione. Occorre sempre dimostrare ai lavoratori degli altri sindacati di essere disposti a lottare al loro fianco contro i padroni e il governo, indipendentemente dalle sigle e dalle bandiere: è anzi questo il miglior modo per smascherare la politica opportunista dei loro dirigenti e sottrarli alla loro influenza. Questo è tanto più valido in relazione alla costruzione di uno “sciopero generale” degno di questo nome.


Hai descritto scenari, quello catalano e quello francese, che appaiono molto differenti da quello cui assistiamo qui in Italia…

In realtà in Italia assistiamo a uno scenario contradditorio. Da un lato i sindacati conflittuali stanno proclamando scioperi unitari e incisivi nelle fabbriche e nelle vertenze di categoria: dai trasporti (pensiamo al riuscito sciopero del 2 ottobre nel comparto aereo e aeroportuale) all’industria, dalle telecomunicazioni al telemarketing. Dall’altro lato, quando si tratta di unificare tutte queste vertenze in una grande azione unitaria di sciopero generale… si spezzettano le date. C’è una palese contraddizione, che a mio avviso si può spiegare solo con una grande distanza dei dirigenti delle confederazioni sindacali non solo dai lavoratori e alle lavoratrici nei luoghi di lavoro (che capiscono istintivamente la necessità di lottare e scioperare uniti per sconfiggere il nemico di classe), ma anche spesso dai loro stessi attivisti.
Al di là del fatto scontato che le dinamiche della lotta di classe sono imprevedibili, è evidente che i risultati nell’immediato sono molto negativi. Prima di tutto, si perde l’occasione di convogliare il malcontento sociale in una grande azione di sciopero generale: ne approfitteranno non solo il governo e i padroni, ma anche le varie organizzazioni populiste e fasciste (pensiamo solo alla recente gravissima aggressione di un picchetto di sciopero alla Sda di Carpiano). In secondo luogo, si rischia di svuotare di significato lo stesso concetto di “sciopero generale”: i lavoratori e gli stessi attivisti del sindacalismo conflittuale lo percepiranno come un momento distinto dallo scontro di classe in cui sono impegnati quotidianamente, quasi fosse un mero momento propagandistico del proprio sindacato, anziché – come dovrebbe essere - la più forte e incisiva azione di lotta nello scontro politico con governo e padronato.
Concludo dicendo che, da questa ennesima triste storia, possiamo forse trarre un insegnamento: è necessario e urgente costruire dal basso, col protagonismo diretto e decisionale dei lavoratori e degli attivisti sindacali che lottano, un ampio fronte unico delle lotte, che possa imporre ai dirigenti sindacali quell’azione incisiva e unitaria che serve urgentemente alla classe lavoratrice per vincere. E’ quello che, ad esempio, stiamo cercando di fare impegnandoci nel rafforzamento del Fronte di Lotta No Austerity.
 

(1) Si veda questa intervista: http://www.alternativacomunista.it/content/view/2219/78/
(2) Per i dettagli su questa lotta straordinaria rimandiamo a questo articolo di M. Bavassano: http://www.alternativacomunista.it/content/view/2449/1/

domenica 1 ottobre 2017

Quello che andava detto! Eccezionale intervento di Antonio Amoroso, segretario nazionale della Cub Trasporti

Quello che andava detto è stato detto, ed è stato detto con parole semplici e chiare che hanno espresso concetti banali, se vogliamo: di fronte a un attacco devastante di governo e padroni ai danni dei lavoratori, è necessario costruire uno sciopero unitario; non possono le divisioni tra organizzazioni sindacali, seppur comprensibili e ben motivate, essere preminenti allo scontro di classe.
Siamo stanchi dei burocrati dal linguaggio dotto e politichese che ostentano la loro saccenteria e tramano strategie politiche da far invidia alla prima repubblica. 
E allora bravo Antonio, che con quella semplicità che a noi operai tanto piace, hai detto quello che andava detto, il resto sono solo chiacchiere e distintivo, o meglio: tessera!
CUBlog lavora e lavorerà , sia come linea editoriale sia come intervento nel Fronte di Lotta No Austerity a cui aderiamo, per l'unità dei lavoratori di fronte agli attacchi di padroni e governi.


La redazione di CUBlog



sabato 30 settembre 2017

SCIOPERO 2 OTTOBRE 24 H ALITALIA/TRASPORTO AEREO




UN CONTRIBUTO DEI COMPAGNI ARGENTINI DEL SINDACATO APA : IL MODELLO LOW COST NEL TRASPORTO AEREO



Le false promesse di FCA sull'occupazione - comunicato della FLMU-CUB

comunicato stampa

Piedimonte S. Germano, 29 settembre 2017

L’INFAME PREZZO DA PAGARE

FIAT E LE SUE FALSE PROMESSE DI OCCUPAZIONE

Ogni anno, ormai,si ripete la solita storiella: lancio di un nuovo marchio, ripresa produttiva e speranza occupazionale.

In nome di queste vane promesse i lavoratori Fiat hanno accettato:

impoverimento salariale, turnazioni massacranti, ritmi produttivi disumani cancellazione della mensa, accettazione da parte del personale con malattie professionali, invalidità riconosciute e quelli più sindacalizzati ad essere confinati in reparti dimenticati ed improduttivi.

La Fiat dell’era Marchionne-Elkann è campo di sperimentazione di nuove forme di sfruttamento e di precarizzazione, attraverso accordi e contratti individuali che hanno moltiplicato le gabbie salariali all’interno dello stesso stabilimento.

Accordi sottoscritti sotto la minaccia del licenziamento senza reintegrazione come previsto dalla Legge Fornero e dal Job Act.

Circa 300 lavoratori da Pomigliano a Gennaio hanno accettato la trasferta a Cassino senza il giusto riconoscimento della indennità prevista dal contratto.

Entro il 15 ottobre ritorneranno a casa, dove forse li attenderà il contratto di solidarietà.

Intanto a Cassino per 900 ragazzi somministrati il 31 ottobre scadrà il contratto.

Non gli resta che la speranza, insieme ai loro familiari (tutti operai Fiat) di essere riconfermati.

Marchionne ha dichiarato che sarà impossibile la riconferma per tutti i ragazzi.

La FLMUniti-Cub chiede un incontro aziendale per conoscere il numero di lavoratori e i nominativi  di coloro che saranno stabilizzati ed in base a quali criteri saranno scelti.

Questa richiesta è legittimata dal fatto che la Fiat in questi anni e per queste assunzioni ha usufruito di benefici contributivi e di sgravi fiscali da parte dello Stato.

Pertanto, ha un obbligo civile e non solo morale di informare i contribuenti di come questo denaro pubblico ritorni sotto forma salariale e di occupazione sul territorio.

La FLMUniti-Cub invita gli Enti istituzionali e territoriali a pretendere risposte certe dalla Fiat in quanto la crisi della Fiat determina un ulteriore impoverimento del nostro territorio.

Basta con lo sfruttamento legalizzato ed istituzionalizzato

Chiediamo la stabilizzazione di tutti i precari

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

Piedimonte S. Germano: Via Chiara Colonna snc - tel. 0776/403192 - e-mail: cub.fr@libero.it

giovedì 14 settembre 2017

Lavoro precario o vita? Comunicato della FLMU - CUB di Cassino


Flaica-Cub: sciopero degli addetti alle pulizie dell'Uspedalì di Valenza (AL)


15 e 16 settembre
SCIOPERO
per tutta la giornata lavorativa

degli addetti alle pulizie alla Casa di Riposo L'Uspidalì di Valenza.


 Da ormai più di un anno il Comune  trascina l'assegnazione dell'appalto delle pulizie all' Uspidalì, al Palazzo Municipale, in altri servizi comunali della città.

   L'intenzione degli amministratori del Comune è invece stata chiara fin dall'inizio: una forte riduzione delle ore di lavoro destinate all' intero settore.

   Le conseguenze sono evidenti: una contrazione dei salari dei lavoratori, il rischio di licenziamenti, una diminuzione della qualità dei servizi.

   Di fronte alle mancate risposte – pur sollecitate più volte dai lavoratori – e a inconcludenti quanto superficiali rassicurazioni degli amministratori, la CUB/FLAICA ha proclamato lo stato di agitazione e il conseguente sciopero del 15 e 16 settembre, anche in considerazione dell'ormai prossima assegnazione dell'appalto.

Ci scusiamo con gli ospiti dell'Uspidalì e con i loro parenti per gli inevitabili disagi che deriveranno da questa iniziativa (che peraltro garantirà i servizi essenziali), ma non vediamo altre possibilità per far sentire la nostra voce per chiedere:
-     stabilità occupazionale;
-     garanzie salariali;
-          qualità del servizio per gli utenti.

martedì 29 agosto 2017

Reza Shahabi libero subito!



E’ necessario rilasciare immediatamente Reza Shahabi!

Il Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 marzo 2015 è un coordinamento nazionale di lavoratori, che comprende numerosi sindacati italiani, del settore dei trasporti.
Stiamo scrivendo per protestare contro la continua persecuzione di Reza Shahabi, membro del consiglio di amministrazione e tesoriere del sindacato dei lavoratori della società di lavoratori di autobus di Teheran, che è stato nuovamente incarcerato a partire dal 9 agosto 2017. Secondo l'ufficio del procuratore, come dichiarato dalla moglie di Reza Shahabi, Shahabi deve restare in carcere fino al 22 dicembre 2018. Reza Shahabi è stato già arrestato nel giugno 2010 mentre era in viaggio, guidando un autobus; fu violentemente aggredito in pubblico e incarcerato nel reparto della prigione di Evin 209.
Dopo aver trascorso 19 mesi in isolamento, è stato condannato a sei anni di detenzione, con divieto di qualsiasi attività sindacale per cinque anni e una multa di sette milioni e mezzo. A causa di un grande stress fisico e di torture durante le interrogazioni, Reza Shahabi ha sofferto di dislocazione posteriore e del collo e ha dovuto andare sotto la chirurgia due volte ed ha anche sofferto di problemi cardiaci. Va notato che durante la sua lunga prigionia Reza Shahabi ha dovuto ricorrere allo sciopero della fame quattro volte, per protestare contro la mancanza di attenzione medica per le sue condizioni di salute deteriorate e dal crescente intorpidimento del lato sinistro del suo corpo.
Il suo ultimo sciopero della fame, per protestare contro il suo trasferimento alla prigione Rajaee Shahr nella città di Karaj, durò 52 giorni. Reza Shahabi è stato perseguito nuovamente nel gennaio del 2015 sulla base di accuse di "propagazione contro il sistema" - legata alla critica all'attacco delle forze di sicurezza del distretto di Evin 350 del 17 aprile 2014 e condannato ad un anno supplementare in carcere.
Condanniamo fermamente la ingiusta carcerazione di Reza Shahabi e denunciamo anche la continua persecuzione di attivisti sindacali in Iran, con numerosi arresti ingiustificati, una situazione molto grave e indegna che richiede libertà immediata e incondizionata per tutti loro.
Non è ammissibile che una persona sia imprigionata a causa della lotta per i suoi diritti, per una dignitosa condizione di vita e per condizioni di lavoro migliori per i suoi colleghi di lavoro. Questa azione repressiva è una grave violazione dei diritti umani e un'offesa intollerabile ai concetti base di civiltà e giustizia.
Sappiamo peraltro che la società di trasporti italiana “Ferrovie dello Stato Italiane” sta implementando la partnership economica con le imprese di trasporto iraniane “Islamic Republic of Iran Railways”, questo non è tollerabile nella attuale situazione di violazione dei diritti e repressione dei lavoratori iraniani, anche nel settore Trasporti. È necessario evitare la collaborazione con le imprese iraniane fino alla liberazione di Reza Shahabi e di tutti i lavoratori ingiustamente imprigionati, altrimenti siamo pronti a dichiarare lo sciopero in Italia in tutte le società del gruppo FS-Busitalia.
Chiediamo a ogni sindacato, organizzazioni politiche e partiti, organizzazioni sociali, in tutta Italia, di sostenere questo appello e di agire per ottenere la libertà di Reza Shahabi e di tutti gli altri attivisti di lavoro detenuti in Iran.

Italy, 26 agosto 2017

Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015
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English version

Necessary immediately release of Reza Shahabi

The Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015 is a national coordination of Italian hauliers, that includes many Italian trade unions, of transport sector.
We are writing to protest the continued persecution of Reza Shahabi, the executive board member and treasurer of the Syndicate of Workers of Tehran Bus Workers' Company, who has been incarcerated again as of August 9, 2017. According to the prosecutor's office, stated to Reza Shahabi's wife, Shahabi has to be in prison until December 22, 2018. Reza Shahabi was arrested in June 2010 while he was on the job, driving a bus; he was violently assaulted in front of bus riders and incarcerated in Evin prison's ward 209.
After spending nineteen months in solitary confinement he was given six years of prison sentence, banned from any union activities for five years and a financial fine of seven and half million Tomans by branch 15 of the revolutionary court.  Due to extensive physical stress and tortures during interrogations, Mr. Shahabi suffered from back and neck dislocation and had to go under surgery twice.
After enduring prison for years he had been under medical leave of absence based on coroner's recommendation. It should be noted that during his long incarceration Mr. Shahabi had to resort to hunger strike, four separate times, in protesting against lack of medical attention to his deteriorating health conditions and the growing numbness of the left side of his body.
His last hunger strike, to protest against his transfer to Rajaee Shahr prison in City of Karaj, lasted fifty-two days. Mr. Shahabi was prosecuted again in January of 2015 based on charges of "propagating against the system" - related to the infamous attack of the security forces on Evin prison’s ward 350 on April 17, 2014 - and sentenced to an additional year in prison, and this verdict was upheld in an appeals court.
We strongly condemn the continued targeting and unjust re-incarceration of Reza Shahabi.
We also denounce ongoing persecution and arrests of labour activists in Iran, a very serious and unworthy situation that requires immediate and unconditional freedom for all of them. It's no admissible that a person is imprisoned because of fighting for his rights, for dignified condition of life and for better labour conditions for his work colleagues. This repressive action is a serious violation of human rights and an intolerable offensive to basic concepts of civilization and justice.
We know also that Italian transport company “Ferrovie dello Stato Italiane” is implementing economical partnership with Iranian transport companies “Islamic Republic of Iran Railways” , this is not tolerable in this situation of rights violation and repression of Iranian workers, also in Transport sector.
It's necessary avoid collaboration with Iranian companies until liberation of Reza Shahabi and of all unjustly imprisoned workers, otherwise we are ready to declare strike in Italy throughout all Ferrovie dello Stato-Busitalia companies.
We ask every trade unions, political organizations and parties, social organizations, throughout Italy to support this appeal and to action to gain freedom for Reza Shahabi and all other detained labour activists in Iran.

Italy, 26 August 2017


Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 Marzo 2015

domenica 27 agosto 2017

CIAO RENATO!

"Mi chiamo #RenatoBiagetti.
A me i fascisti non fanno paura.
Non mi hanno mai fatto paura. Nemmeno quando mi hanno ucciso.
Quelli che mi fanno paura sono quelli che non dicono nulla,
non vedono nulla, non sanno nulla.
Quelli che ancora pensano che sono ragazzate
o che “quelli come me se la sono andati a cercare”.
Quelli che dicono che è folklore.
Bandiere nere, svastiche, saluti romani.
Folklore, come i ballerini con il tamburello
o le processioni con il santo con appesi i serpenti.
Fenomeni marginali, sacche di delinquenza. Risse tra balordi.
Tre righe in cronaca. Intanto si riscrive la storia.
Si mischiano i morti.
Si dimenticano cause, ragioni. Io sono morto per loro.
Non per voi.
Sono morto per loro.
E a loro continuo a pensare. E’ tutto così assurdo.
Un brutto film, uno di quelli in cui la sceneggiatura non gira.
Eppure in quel film io ci abitavo, come ci abitate voi.
Un Paese che ancora non si è stufato delle morti come la mia.
Un Paese in cui tutto è normale.
Anche morire fuori da una festa di musica reggae.
8 coltellate.
Una è stata così forte che addosso mi è rimasto il segno del manico del coltello. Tutto normale.
Anzi normalissimo.
Cosa c’è di strano?
Si comincia sempre così.
Di questo ho paura."
Lettera di #StefaniaZuccari,
Mamma di Renato,
ucciso dai fascisti il #27agosto 2006 sulla spiaggia di #Focene....'-///

giovedì 10 agosto 2017

SkyRoad Italia


Storie di estrenalizzazioni in Alitalia dove lavoratori licenziati vengono assunti da società esterne per svolgere la stessa attività con tagli ai salari ed alla normativa, ed ora rischiano tutti il licenziamento!

mercoledì 2 agosto 2017

Cub trasporti, Acc e Sud Aérien si sono incontrati a Roma-Fiumicino per confrontarsi sullo sviluppo delle vertenze in AirFrance ed Alitalia.





Tim: in 15 anni 100 milioni in buone uscite ai manager

TIM: IN 15 ANNI 100 MILIONI DI €  SOLO PER LE BUONE USCITE DEI MANAGER !
CATTANEO HA INTASCATO 82.000 € AL GIORNO !

Secondo un articolo de LaRepubblica, pubblicato alcune settimane fa', le uscite dei vari manager negli ultimi 15 anni sono costate a Tim almeno 100 milioni di euro, solo per gli oneri connessi alla risoluzione del rapporto di lavoro !

Mentre Flavio Cattaneo, se si sommano tutti i tipi di compensi percepiti, ha portato a casa complessivamente circa 40 milioni di euro; per 16 mesi di "lavoro", che equivalgono circa a 82.000 euro al giorno !

Cose note, si dira', e' vero, ma e' bene sempre ricordarle e diffonderle; specie ora che stanno sempre piu' tagliando le buste paga dei lavoratori, e con nuovamente posti di lavoro in ballo visti gli scenari nebulosi di un futuro, quanto mai, incerto.

domenica 9 luglio 2017

CUB TRASPORTI : Sostegno e Solidarietà ai Lavoratori Avianca

SOSTEGNO E SOLIDARIETÀ
AI LAVORATORI AVIANCA
CONTRO LE TERZIARIZZAZIONI
CONTRO LA REPRESSIONE VERSO GLI ATTIVISTI SINDACALI

La Cub Trasporti, i lavoratori della compagnia aerea Alitalia e i lavoratori aeroportuali di Roma Fiumicino inviano sostegno e solidarietà ai lavoratori della Compagnia aerea colombiana Avianca che lottano contro le terziarizzazioni messe in atto dalla loro compagnia nonostante la buona condizione economica della società. Migliaia di Lavoratori di Avianca sono stati terziarizzati presso cooperative che gestiscono servizi  aeroportuali come check-in, imbarco, carico bagagli, pulizie ecc con il conseguente peggioramento delle condizioni di lavoro, riduzione dei salari, aumento carichi di lavoro, precarizzazione  generalizzata con la totale cancellazione dei diritti sindacali e dura repressione contro gli attivisti.
I lavoratori Alitalia parallelamente ai colleghi di Avianca stanno portando avanti una dura lotta contro i licenziamenti, le terziarizzazioni, peggioramenti salariali e normativi e contro la precarizzazione del lavoro ed il 24 aprile attraverso un voto referendario hanno detto NO ad un ulteriore accordo siglato tra Alitalia governo e sindacati confederali che prevedeva altri tagli.
Da febbraio ad oggi ci sono stati 6 scioperi in Alitalia con manifestazioni e centinaia di voli cancellati, il 16 giugno c’è stato un grande ed importante sciopero generale nazionale dei trasporti e della logistica con altissime adesioni, la battaglia sarà ancora dura e lunga.
Sosteniamo le grandi mobilitazioni dei lavoratori di Avianca che con determinazione sono giunti a presidiare l’aeroporto di Bogota per 11 giorni rivendicando con forza il reintegro in azienda e il ripristino dei diritti sindacali.
Come governi, multinazionali e padroni si uniscono per attaccare le condizioni di lavoro e salari dei lavoratori con le stesse modalità e pratiche in tutto il continente, è giunta l’ora che anche i lavoratori si uniscano nella lotta per battersi e rivendicare:
NO ALLE PRIVATIZZAZIONI;
NO ALLE TERZIARIZZAZIONI E COOPERATIVE;
NO AI LICENZIAMENTI E PEGGIORAMENTI LAVORATIVI;
NO ALLA PRECARIZZAZIONE DEL LAVORO.
UNITI SI PUÒ – UNITI SI VINCE!
Per la Cub Trasporti Cofani Daniele
                                           
Roma 08.07.2017                                        Cub Trasporti / AirCrewCommittee

venerdì 30 giugno 2017

Intervista a Fabiana Stefanoni dopo la seconda conferenza nazionale del FLNA

Fronte di Lotta No Austerity: l'untità che vincerà

Fabiana Stefanoni (Gruppo operativo nazionale FLNA)

a cura della redazione web
Intervistiamo Fabiana Stefanoni, membro del Gruppo operativo nazionale del Fronte di Lotta No Austerity, in merito alla Seconda Conferenza Nazionale, conclusasi a Firenze il 17 e 18 giugno con una partecipata assemblea cui hanno preso parte delegazioni da tutta Italia e ospiti internazionali.
Partiamo dalla fine: la Seconda Conferenza Nazionale del Fronte di Lotta No Austerity si è conclusa in un clima di grande entusiasmo tra i partecipanti. Sì, proprio così: siamo da tempo impegnati in questo difficile progetto di unificazione delle lotte e possiamo dire di essere entusiasti dei risultati che stiamo ottenendo. Sappiamo che c’è ancora tanta strada da fare ma abbiamo visto che la nostra determinazione nel ricercare l’unità di classe viene ricompensata. Non mi dilungo sui dettagli e invito tutti a leggere il report e a vedere le foto sul sito www.frontedilottanoausterity.org: lì sono condensati questi due giorni straordinari di intenso dibattito. Si è trattato di un indubbio passo in avanti nel rafforzamento di quell’unità di classe che è indispensabile per respingere gli attacchi dei padroni e del governo. Attacchi che non accennano a scemare: basta solo pensare all’ennesimo decreto “salva banche” di questi giorni, con altre decine di miliardi regalati ai banchieri. Un decreto che avrà come conseguenze ulteriori tagli, privatizzazioni, tasse per i lavoratori e le lavoratrici. L’operaio che non ha soldi per saldare i debiti subisce pignoramenti, mentre i ricchi banchieri ricevono miliardi in regalo dallo Stato: non c’è migliore dimostrazione dell’assurdità del sistema capitalistico. Ma pensiamo anche al recente vergognoso decreto razzista Minniti-Orlando, che priva gli immigrati persino del diritto di difendersi davanti ad un giudice; o alle ulteriori restrizioni al diritto di sciopero, invocate da Delrio dopo lo sciopero del 16 giugno e poi subito praticate con precettazioni. Ecco, tutto questo rende urgente la costruzione di un ampio fronte di lotta e di resistenza.
Quali sono i principali motivi che ti inducono a fare un bilancio positivo della Conferenza?Anzitutto, direi, il fatto che a Firenze si sono incontrati – con la volontà di proseguire la collaborazione e un progetto comune – i rappresentanti delle principali lotte in corso in Italia. C’erano i protagonisti del riuscito sciopero del 16 giugno: i lavoratori di Alitalia, delle ferrovie, della logistica. C’erano anche esponenti delle principali vertenze di questi ultimi mesi: dalla Tim ai movimenti a difesa del territorio (come i No Triv) alle donne che si battono contro la violenza maschilista. Si tratta di settori che hanno animato scioperi, picchetti, presidi e anche manifestazioni di massa (pensiamo alle oceaniche manifestazioni dei movimenti delle donne). Settori che hanno subito negli ultimi anni un drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e che si sono trovati spesso in duro scontro non solo con i padroni e con il governo, ma anche con le burocrazie sindacali: basta solo pensare ai già citati recenti attacchi al diritto di sciopero all’indomani, sostenuti – persino anticipati nei comunicati stampa! – dai dirigenti di Cgil, Cisl e Uil: o al vergognoso rifiuto da parte della burocrazia Cgil di proclamare lo sciopero dell’8 marzo richiesto dal movimento di donne Non una di meno.
Chi lotta e resiste contro padroni, governo e burocrazie ha trovato nel Fronte di Lotta No Austerity uno strumento importante per intraprendere un percorso di unificazione, cioè per rafforzare quell’unità di classe che è indispensabile per respingere gli attacchi del nemico di classe.
Ci sono stati e ci sono anche altri tentativi di creare dei coordinamenti tra sindacati che però hanno fallito. Qual è il punto di forza del Fronte di Lotta No Austerity?Penso che la forza del Fronte di Lotta No Austerity stia nel fatto che si configura come un processo di unificazione dal basso, col protagonismo diretto delle lavoratrici e dei lavoratori che costruiscono le lotte e le azioni di resistenza nei luoghi di lavoro. Lo dimostra la stessa composizione attuale del Gruppo operativo nazionale (che sono poi i compagni che hanno tenuto le relazioni alla Conferenza): uno dei ferrovieri che hanno animato una stagione di scioperi e azioni di resistenza nell’ambito dei trasporti, oltre che promosso coordinamenti di lotta tra lavoratori dei trasporti di differenti sigle; un operaio del gruppo FCA (Sevel) che è stato tra i protagonisti di importanti esperienze di coordinamento tra delegati sindacali combattivi del gruppo Fiat (esperienze che hanno messo in difficoltà non solo l’azienda ma anche la burocrazia sindacale della Fiom); un operaio della Pirelli da sempre in prima linea nel tentativo di rafforzare la solidarietà di classe tra lavoratori Pirelli, Bridgestone e altre fabbriche del settore (e che ci ha raccontato di un recente sciopero molto partecipato proclamato dagli operai della sua fabbrica senza attendere coperture sindacali); una lavoratrice del pubblico impiego, impegnata nella difesa dei diritti delle donne contro la violenza maschilista; infine io, che sono un’insegnante, orgogliosa di aver sempre promosso coordinamenti e azioni di lotta unitarie contro i tentativi di smantellare la scuola pubblica.
Altre esperienze di coordinamento hanno fallito probabilmente perché si fondavano su accordi a tavolino tra dirigenti, trasformandosi in terreno di competizione per le manovre di questo o quel dirigente a discapito dell’unità. Nel Fronte di Lotta No Austerity prevale il protagonismo diretto della base, dei lavoratori e delle lavoratrici che resistono e costruiscono le lotte nei loro luoghi di lavoro. Questa a mio avviso è una solida garanzia per il futuro.
Il primo giorno, nelle tue conclusioni, hai criticato fortemente le burocrazie sindacali, a partire da quella della Cgil. Ho iniziato attaccando la Camusso e la burocrazia Cgil per la sua ipocrisia: ha chiamato a manifestare a Roma a “difesa delle democrazia” quando ha fatto di tutto in questi anni per ridurre la democrazia sindacale, a partire dalla firma dell’Accordo vergogna sulla rappresentanza. Per capire quale sia il ruolo delle burocrazie di Cgil, Cisl e Uil basta ricordare le loro recenti dichiarazioni in merito alla lotta in Alitalia e, più in generale, agli scioperi dei trasporti: la Furlan (segretaria generale della Cisl, non a caso recentemente elogiata dal premier Gentiloni) dopo la vittoria del no al referendum ha accusato la Cub in Alitalia di “populismo sindacale” (sic!) e, insieme con la Camusso, ha prestato fianco al governo nel tentativo di screditare gli scioperi dei trasporti e aprire la strada a una nuova stretta. Altro che “difesa della democrazia”: per la Camusso, la Furlan e compagnia difendere la democrazia significa difendere gli interessi del governo e dei padroni!
Però, sempre nelle conclusioni, hai criticato anche i dirigenti del sindacalismo di base.Sì, è vero: anche nel sindacalismo conflittuale e “di base”, purtroppo, assistiamo spesso a logiche autoreferenziali, settarie, autoproclamatorie. E, talvolta, si passa sopra al principio fondamentale della democrazia interna: alcuni dirigenti sindacali concepiscono il sindacato quasi come fosse una proprietà personale, riproducendo logiche burocratiche simili a quelle dei grandi apparati. Ci si dimentica che il sindacato (soprattutto se vuole essere “di base”) dovrebbe essere uno strumento nelle mani dei lavoratori e delle lavoratrici, sempre sottoposto al loro controllo. Alcuni dirigenti del sindacalismo di base, invece, spesso si dimenticano proprio della base, ignorando i più elementari principi della democrazia sindacale. Da segnalare il fatto che, nonostante i nostri ripetuti inviti, i principali dirigenti del sindacalismo conflittuale hanno preferito disertare questo appuntamento. Un grave errore, a mio avviso: a Firenze c’era proprio quella base a cui bisogna tornare a dar voce.
Quali sono stati secondo te i momenti più importanti della Conferenza?Tutta gli interventi sono stati importanti. E’ stato per me particolarmente emozionante sentire una testimonianza diretta della lotta in Alitalia: una lotta emblematica, che è riuscita con la determinazione, la coerenza e la tenacia ad infliggere duri colpi a un triplice nemico: azienda, governo e burocrazie sindacali; una lotta anche che ha saputo costruire collegamenti importanti con altri settori, non solo dei trasporti.
Mi hanno emozionata molto anche gli interventi delle delegazioni straniere e il dibattito contro il maschilismo delle Donne in Lotta. Hanno partecipato alla Conferenza come ospiti, in rappresentanza della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta, rappresentanti dei Co.Bas di Spagna e della Csp Conlutas del Brasile (tra cui una compagna delle MML, Mulheres em luta). I compagni dei Co.Bas ci hanno raccontato delle esperienze unitarie che stanno promuovendo in Spagna, rilanciando anche a noi la proposta di una giornata di mobilitazione europea di tutte le forze del sindacalismo di base e combattivo. Herbert Claros, della Csp Conlutas del Brasile, ci ha parlato delle straordinarie mobilitazioni in Brasile, a poche settimane dal più grande sciopero generale della storia di quel Paese (28 aprile) e dalla grande manifestazione di Brasilia (24 maggio): ora sono in corso i preparativi per un nuovo grande sciopero il 30 giugno. Una testimonianza, quella della Csp Conlutas, particolarmente importante, perché i compagni ci hanno raccontato come anche loro abbiano iniziato come piccolo nucleo di avanguardie sindacali che si è poi convertito in quello che oggi è il più grande sindacato di base del mondo, in grado di costringere i grandi apparati burocratici brasiliani a proclamare scioperi le cui direzioni fanno di tutto per evitare (come nel caso dello sciopero del 28 aprile e dello stesso sciopero del 30 giugno).
Marcela Azevedo del MML, con l’emozionante racconto sulle lotte delle donne in America Latina, è invece intervenuta nel momento della Conferenza gestito e organizzato dalle Donne in Lotta. Un momento centrale, dove le compagne non hanno portato solo un contributo teorico alla discussione sulla lotta contro il maschilismo, ma anche la loro esperienza personale: dai racconti delle donne è emerso in modo palpabile come il problema del maschilismo e della violenza sessista siano parte della vita quotidiana di tutte le donne, nei luoghi di lavoro, in casa e anche nei sindacati. Penso che dopo questo dibattito nessuno sia rimasto come era prima: ogni attivista è tornato a casa con una consapevolezza nuova. Vale la pena ricordare, inoltre, che noi donne abbiamo dato vita ad alcune delle mobilitazioni e iniziative di sciopero  – dal 26 novembre e 8 marzo – tra le più partecipate degli ultimi anni.
Non posso poi non citare il concerto di Alessio Lega, che ci ha allietati il sabato sera con canzoni di lotta e di resistenza. Quella lotta e quella resistenza che vogliamo portare nelle piazze!
Cosa vuoi dire, per concludere, agli attivisti sindacali e di movimento che guardano il Fronte di Lotta No Austerity dall’esterno?Di non esitare e unirsi a questo progetto. Diciamo loro di ignorare chi cerca di denigrare o svalutare questa esperienza: sono solo tentativi di chi vuole difendere rendite di posizione o piccoli orticelli a scapito degli interessi delle lotte.
Il Fronte di Lotta No Austerity ha comunque un punto di forza: rappresenta un’esigenza reale e urgente della nostra classe, quella dell’unità di azione. Se ci uniamo siamo forti contro i padroni, se facciamo prevalere l’autoreferenzialità finiremo per essere schiacciati. Le porte di No Austerity sono spalancate per tutti coloro che credono nell’unità e nella lotta di classe.



Tratto dal sito del Pdac

lunedì 26 giugno 2017

Riceviamo dai compagni della sede USI-AIT di via Torricelli a Milano e pubblichiamo

Alle compagne e ai compagni di Usi-Ait esprimiamo la nostra totale solidarietà e offriamo il nostro sostegno.
NESSUN ATTO INTIMIDATORIO FERMERÀ LE BATTAGLIE DEI LAVORATORI!

La redazione di CUBlog

COMUNICATO DI DENUNCIA PER DEVASTAZIONE SEDE

Oggi 24 giugno, abbiamo avuto una brutta sorpresa nell’aprire la sede USI di via Torricelli, perché era stata “visitata” e messa a soqquadro da mani ignote.
Dopo aver scardinato la porta che dà sul cortile interno chi è entrato si è molto attivato nell’aprire cassetti e armadi il cui contenuto è stato sparso nei locali.
E’ stato portato via il monitor del computer. Tutto ciò è avvenuto nelle ore notturne, perché nella serata di venerdì la sede era frequentata fino a tardi da compagni.
Sono state sicuramente mani ignote ma con un punto interrogarivo, perché come ben sappiamo la sede è strettamente collegata alle battaglie che le nostre sezioni dell’ospedale San Carlo e del San Paolo (unificati per decreto regionale) stanno conducendo con successo contro le logiche perverse del potere della sanità imposte dalla Regione.
Se si tratta di manovre a scopo intimidatorio volto ad impedire il proseguo delle nostre battaglie è bene che si sappia che sono del tutto inefficienti.

I compagni della sede USI del Torricelli 19 – Milano

giovedì 22 giugno 2017

Un lavoro eccezionale fatto da compagni eccezionali!

Invitiamo caldamente tutti i nostri lettori a visitare il sito www.antiwarsongs.org amministrato dai compagni Riccardo di Firenze, Adriana di Arona, Daniela di Piacenza, Nicola di Reykjavìk, Lorenzo di Ginevra e Don Chisciotte 82 di Roma.
Il sito - unico nel suo genere - raccoglie oltre 27.000 (VENTISETTEMILA!) canzoni contro la guerra, di lotta e di resistenza con oltre 36000 (TRENTASEIMILA!) traduzioni in 153 lingue e svariati dialetti. Un sito da centocinquantamila visualizzazioni al giorno che per scelta non si avvale di pubblicità e diffusioni sui social.

Da oggi il link del sito Canzoni contro la guerra figurerà nella colonna destra della nostra home page nella sezione "Siti amici e link utili".
Ringraziamo i compagni che col loro lavoro straordinario mantengono vivo l'immenso patrimonio di memoria e di lotta che accomuna noi tutti!


La Redazione di CUBlog

mercoledì 21 giugno 2017

Contro l'arroganza e la repressione padronale l'unica risposta deve essere la solidarietà e la lotta dei lavoratori


Riceviamo dai compagni del SOL COBAS e volentieri pubblichiamo. Solidarietà ai lavoratori Gefco!

Oggi alla Gefco di pregnana milanese la lotta degli operai, licenziati in seguito ad una manovra padronale di cambio appalto, per ridurre il costo del lavoro, è entrata in una fase più avanzata, di violenza aperta tra operai in sciopero e squadre crumire.
Camionisti a cottimo e impiegati, aizzati dai dirigenti Gefco in prima fila, hanno tentato di forzare il blocco venendo alle mani con il picchetto. Pur in inferiorità numerica i militanti del SOL  compagni del sol cobas  hanno retto l'urto e respinto l'aggressione.
Risponderemo alla guerra padronale con la determinazione necessaria e metteremo la vertenza Gefco al posto che merita nelle priorità di lotta del Sol Cobas.
Multinazionali dello sfruttamento, sostenute da crumiri e fascisti non devono passare! E non passeranno!

lunedì 19 giugno 2017

Assemblea Lavoratori dei trasporti 23.06.17 a Firenze


📣Dopo il grande sciopero unitario dei trasporti del 16 giugno, costruiamo insieme  l'azione sindacale e rilanciamo l'unità dei lavoratori contro l'attacco sferrato da governo aziende e sindacati. 
Vi aspettiamo tutti a Firenze il 23 giugno, all'assemblea dei lavoratori dei trasporti.

🚩Il Circolo Arci di Firenze si trova vicino lo stabilimento del NUOVO PIGNONE. Come arrivare:
🚊Dalla Stazione FS  Santa Maria Novella autobus 23 direzione Nuovo Pignone.
🚆Dalla stazione FS Firenze Rifredi 15 minuti a piedi.
🚗 Con la macchina uscita Firenze Nord.

COMITATO PRECARI ALITALIA 60 MESI

Ciao Collega, Amico, Compagno di corso o semplicemente Lavoratore AZ come me.
A scriverti sono i ragazzi del comitato precari Alitalia 60 mesi;
Sarai sicuramente al corrente di quello che ci hanno fatto, di come ci hanno trattato, di come ci hanno ignorato e sfruttato per anni e poi riciclato!!
So anche che sei al corrente di quello che abbiamo fatto NOI in questi mesi per farci rispettare e per non darla vinta a quei signori che stanno distruggendo le nostre vite, le nostre aziende ed il tessuto sociale nazionale!!
Stiamo lottando con ogni arma a nostra disposizione PER NOI, PER VOI e PER LE FUTURE GENERAZIONI (si hai capito bene,anche per i nostri figli).
Volevamo farti un paio di domande, prenditi il tempo che ti serve per rispondere 😉.
Ma non sei stufo di essere licenziato, demansionato,  precarizzato e sfruttato con stipendi e condizioni sempre peggiori???
Credo che la risposta sia scontata, e adesso te ne faccio un altra!
Non ti sei rotto il CAZZO di non essere difeso, di non essere tutelato e in più di essere ADDIRITTURA additato come se fossi Tu la causa del problema?!
In questi mesi siamo stati MASSACRATI DAL GOVERNO, DAI SINDACATI CONFEDERALI e anche DALL' OPINIONE PUBBLICA!
Notizia di oggi: dopo lo sciopero del 16 giugno ecco la ciliegina sulla torta! Vogliamo ringraziare ancora una volta questo GOVERNO LOBBISTA e i SINDACATI  CONFEDERALI sempre PIU' ASSERVITI AL PADRONE, per il disegno di legge che ci stanno preparando, che dovrebbe servire a limitare gli scioperi e a cancellare il Sindacato di BASE, cioe' L' UNICO in grado di RAPPRESENTARTI E CHE LOTTA PER TE E PER I TUOI DIRITTI!!!
Prima la Furlan (CISL) e poi la Camusso (CGIL) hanno aspramente criticato il TUO e il NOSTRO sciopero....il NOSTRO unico strumento per provare e far valere i nostri diritti....
TI SENTI VERAMENTE RAPPRESENTATO DA QUESTI PERSONAGGI?
SONO PER TE IL SINDACATO DEI LAVORATORI?
SI PROPRIO LORO CHE DA ANNI FIRMANO TUTTO, e diciamo PROPRIO TUTTO....
Non abbiamo altra soluzione che lottare, lottare duro e lottare fino alla fine o rivedremo un film già visto!!!
VOLEVAMO DIRTI CHE NOI COMITATO PRECARI 60 MESI SIAMO E SAREMO AL TUO FIANCO FINO ALLA FINE!!!💪
Adesso la palla passa a te: Ragiona, Rifletti, Apri gli occhi, RISPONDI ALLE NOSTRE DOMANDE E INFINE TROVA LA TUA SOLUZIONE.
Noi crediamo che ognuno di noi lavoratori possa fare la DIFFERENZA!

venerdì 16 giugno 2017

Ius soli, ius sanguinis... ma di cosa stiamo parlando?!

di Diego Bossi

Diciamo subito una cosa in maniera nuda, cruda e volgare: se ci presentano due piatti di merda, di cui uno condito con olio extra vergine di oliva, dobbiamo tenere sempre bene a mente che davanti abbiamo comunque due piatti di merda, non possiamo permetterci di strizzare l'occhio al piatto condito, pena perdere la posizione su quella che per noi è una questione identitaria, oltreché dirimente.
Nello stucchevole e attuale dibattito che tanto sta infiammando i politici e dividendo l'opinione pubblica su quale criterio di assegnazione della cittadinanza sia preferibile, dobbiamo ricordare che il concetto stesso di cittadinanza è un crimine. Saltando tutta la parte dello spermatozoo che feconda l'ovulo e si ritrova nell'utero di una donna che potrebbe essere in qualsiasi parte del globo, avere un qualsiasi colore della pelle e un imprevedibile status sociale, dobbiamo partire dal fatto che un essere umano che viene al mondo non dovrebbe avere a che fare con le alchimie giuridiche di chi ha tolto i confini al profitto per metterli alle donne e agli uomini.
E non si venga a dire che è una questione di sicurezza e di ordine pubblico, oppure d'integrazione o, peggio ancora,  di conoscenza della lingua (milioni di italiani "propriamente" detti, perderebbero la cittadinanza!), come se un uomo fosse il prodotto del riconoscimento giuridico di uno stato.
No, non cadremo in questa trappola mentale, noi non siamo né il sangue dei nostri genitori né il suolo in cui siamo nati: stronzate borghesi!
Noi siamo proletari, lavoratrici e lavoratori che non perderemo di vista l'unica vera, reale ed esistente linea di confine: quella al di là del quale stanno coloro che ci sfruttano e ci opprimono.

Questo non ci impedirà di fare e sostenere le battaglie necessarie all'interno del sistema capitalista degli stati-nazione, ma non confondetevi tra chi di certe battaglie fa un traguardo per adagiarsi sui cuscini del capitale e chi, invece, le fa da sempre e ne fa tappe verso la libertà delle masse dalle catene del capitalismo.